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Omicron, nuova super variante (BA.2.75) in India. «Forse più contagiosa e potrebbe evadere l'immunità di BA5»

Thomas Peacock, uno scienziato dell'Imperial College di Londra, ha affermato che vale la pena "tenere d'occhio" la nuova sottovariante

Lunedì 4 Luglio 2022 di Simone Pierini
Omicron, nuova super variante (BA.2.75) in India. «Nove mutazioni, potrebbe evadere l'immunità di BA5»

Dalla fine del 2021 ad oggi il virus ha proseguito il suo processo di mutazione. Dalla variante Omicron che in poco tempo ha sorprassato la Delta, relegandola a un lontano ricorso, sono emerse diverse sottovarianti che hanno rilanciato la pandemia, almeno dal punto di vista dei contagi. Fortunatamente il vaccino ha permesso di rispondere ai rischi di malattia grave, confermando la sua capacità protettiva. L'ultima fase che stiamo affrontando in Italia, e in buona parte del mondo, è caratterizzata dalla diffusione di Omicron 5. Dall'India però ecco emergere, secondo scienziati di tutto il mondo, una nuova variante di coronavirus in India, denominata BA.2.75, che si dice stia spuntando sempre più nei campioni analizzati e potrebbe avere una maggiore capacità di infettare le persone che sono state contagiate in precedenza, così come per coloro che sono vaccinati. BA.2.75 è un sotto-lignaggio della variante Omicron. Le sottovarianti di Omicron sono diventate dominanti in tutto il mondo, con nuove mutazioni in continua evoluzione. 

Omicron, la nuova variante BA.2.75

Secondo i dati caricati su Nextstrain, una piattaforma open source di dati genomici, sono almeno 23 i campioni della variante BA.2.75 finora rilevati in India (in Maharashtra, Karnataka e Jammu e Kashmir). In tutto il mondo, sono stati rilevati solo circa 37 campioni della variante: in Australia, Germania, Canada e Nuova Zelanda. Da parte del governo indiano o dell'Indian SARS-CoV-2 Genomics Consortium (INSACOG) non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali. Tuttavia, scienziati indipendenti da molte parti del mondo hanno segnalato BA.2.75 su varie piattaforme online, sottolineando che l'accumulo di diverse mutazioni sulla proteina spike di questa variante è motivo di preoccupazione. 

 

L'allerta degli scienziati: nove mutazioni della proteina Spike

Thomas Peacock, uno scienziato dell'Imperial College di Londra, in un thread su Twitter ha affermato che vale la pena "tenere d'occhio" la variante. Lipi Thukral, uno scienziato del Council of Scientific and Industrial Research-Institute of Genomics and Integrative Biology (CSIR-IGIB) di Delhi, ha dichiarato a ThePrint: «Questo lignaggio potrebbe richiedere un'attenzione urgente poiché la maggior parte delle mutazioni sono uniche ed è mutato anche il suo carattere fisico-chimico». Thukral ha spiegato che ci sono nove mutazioni sulle interfacce critiche del coronavirus comprese cinque modifiche in quello che è noto come il dominio N-terminale della proteina spike. Il dominio N-terminale svolge un ruolo importante nel virus che si attacca alla cellula ospite ed è un prezioso bersaglio per la neutralizzazione degli anticorpi. «Ci sono inoltre quattro mutazioni nella regione del dominio di legame del recettore, che interagisce con il recettore ACE2 nell'ospite», ha aggiunto Thukral. L'ACE2 è un enzima che funge da recettore per il virus SARS-CoV-2 e gli consente di infettare le cellule ospiti. 

Perché dovrebbe infettare anche chi è "immune"?

La variante BA.2.75 include nuove mutazioni nella proteina spike, oltre alle mutazioni che sono già presenti nella variante Omicron, ha spiegato lo scienziato genomico indiano. Le proteine ​​​​spike sono le sporgenze viste sulla superficie esterna del nuovo coronavirus. Di particolare interesse, ha affermato lo scienziato, sono le mutazioni "G446S" e "R493Q", entrambe associate a cambiamenti significativi nella struttura proteica della proteina spike, con il potenziale per conferire alla variante la capacità di eludere diversi anticorpi. Di conseguenza si prevede che Omicron BA.2.75 infetti le persone che sono state vaccinate o che sono state infettate in precedenza. Tuttavia, attualmente, mancano dati sulla velocità di diffusione dell'infezione da questa particolare variante, a causa della sorveglianza insufficiente. Inoltre, al momento non ci sono dati sufficienti per accertare se la variante abbia il potenziale per causare infezioni gravi. Ma, secondo gli scienziati che hanno discusso della nuova variante in vari forum, è improbabile che possa provocare infezioni gravi poiché G446S è anche meglio riconosciuto dai linfociti T indotti dal vaccino, un tipo di globuli bianchi che aiuta a riconoscere e colpire gli agenti patogeni nel corpo. 

Ultimo aggiornamento: 6 Luglio, 08:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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