Omicron 5, sintomi e incubazione: ecco i casi anomali. Malati e negativi, guariti ma positivi. Così la variante si è diffusa

La nuova variante è diversa soprattutto nell'innescare l'infezione. La sua capacità di contagiare, superiore a tutte le precedenti varianti (anche le sorelle BA.1 e BA.2), si muove con tempistiche anomale

Lunedì 11 Luglio 2022 di Simone Pierini
Omicron 5, incubazione imprevedibile: i casi anomali, con sintomi ma negativo per giorni. Così la variante si è diffusa

«Ho il raffreddore e un po' di mal di testa, ma ho fatto il tampone e sono negativo». Ed ecco la conferma per la cena con gli amici del giorno dopo. O la visita a casa dei genitori. Poi arriva la febbre, gli starnuti si fanno più frequenti, ma il test è ancora negativo. «Sarà l'aria condizionata», si pensa. Tre giorni dopo, per sicurezza, si tenta un altro test: positivo. E i sintomi? Iniziano a scemare. «Sto già meglio, ora devo restare a casa ma non ho quasi nulla». Ma la frittata, involontaria, è fatta. Il contagio corre e il bollettino si impenna. Ecco la nuova ondata: è l'effetto Omicron 5. La nuova variante è nuova davvero, nei sintomi che innescano meno la malattia grave soprattutto nelle persone vaccinate che - secondo il report dell'Istituto superiore di sanità - hanno una percentuale molto più bassa dei non immunizzati di ammalarsi gravemente e di morire. Ma Omicron 5 è diversa soprattutto nell'innescare l'infezione. La sua capacità di contagiare, superiore a tutte le precedenti varianti (anche le sorelle BA.1 e BA.2), si muove con tempistiche anomale. Anche da caso a caso. Ed è questa sua imprevedibilità a rendere la diffusione meno gestibile. 

Omicron 5, i casi anomali

Sono tantissimi i casi che stanno emergendo nelle ultime settimane. «Il mio compagno è positivo, ma io sono negativa: forse ho degli anticorpi di ferro». Passano giorni e il test non mostra segnali preoccupanti. «Forse l'ho scampata, però sono raffreddata». E invece no, a distanza di tempo l'incubazione ha fatto il suo corso e la linea della positività spunta, all'improvviso quando il rischio sembrava evaso. Nel frattempo la bambina nata da pochi mesi, che il vaccino non ha potuto farlo, ha la febbre alta da giorni. E ancora. Un ragazzo arriva alla partita di calcetto con gli amici, finalmente negativo dopo una settimana passata a casa: «Ho avuto la febbre, test negativo. Poi è passata e il giorno dopo il tampone è risultato positivo: sono rimasto a casa ad attendere di negativizzarmi senza alcun sintomo». Qualche giorno dopo la nuova sorpresa: sua figlia è positiva. «Come è possibile?», si chiede. «Quando l'ho effettivamente contagiata?». Misteri di Omicron 5. 

 

Il caso dei tamponi negativi

I test non sono e non sono mai stati perfetti, ma dopo l'ascesa di Omicron il problema della positività ritardata ha acquisito un certo rilievo. Negli ultimi mesi, molte persone hanno registrato test negativi - tre, quattro, anche cinque o più giorni consecutivi - all'inizio del loro decorso dei sintomi del Covid. «Penso che sia diventato più comune», ha affermato a The Atlantic Amesh Adalja, un medico di malattie infettive presso il Johns Hopkins Center for Health Security. Nessuno può ancora dire quanto siano comuni questi primi negativi o chi sia più a rischio. Ma se SARS-CoV-2 sta riscrivendo il playbook dell'infezione precoce, «questo lo rende davvero spaventoso», afferma Susan Butler-Wu, microbiologa clinica presso la Keck School of Medicine dell'USC. «Puoi ottenere un test negativo e in realtà potresti non esserlo». I test negativi ingannevoli potrebbero di fatto accelerare la diffusione del virus; ritardando le misure stabilite in caso di risultato positivo. Nuove tempistiche che si scontrano anche contro l'attuale dogma del Covid: fai un tampone non appena ti senti male. I pochi giorni intorno all'inizio dei sintomi dovrebbero essere quelli in cui il virus dentro di te è più rilevabile e trasmissibile; è stato costruito un intero edificio di test e isolamento basato su quelle fondamenta.

Perché i tamponi sono negativi con i sintomi?

Gli esperti non sono sicuri del motivo per cui si verificano positività ritardate. È probabile che l'immunità della popolazione, le mutazioni virali e il comportamento umano abbiano tutti un ruolo. Indipendentemente da ciò, il virus «si comporta sicuramente in modo diverso dal punto di vista dei sintomi», afferma Emily Martin, epidemiologa di malattie infettive presso l'Università del Michigan. Vale la pena prestare attenzione. L'inizio dei sintomi è sempre stato suddiviso in due fasi: è Covid o no? Se SARS-CoV-2 sta rimodulando le sue mosse, dobbiamo farlo anche noi, o rischiamo di perdere l'equilibrio. In questo momento, gli esperti stanno operando in un vuoto di prove: «Non conosco nemmeno alcun dato che lo valuti sistematicamente», afferma Yonatan Grad, che sta studiando la dinamica virale di SARS-CoV-2 presso la School of Public Health di Harvard. Ma diversi fenomeni potrebbero plausibilmente confondere la sequenza temporale dei test.

Quanto è grave la malattia provocata da Omicron 5?

Lo scorso 5 luglio in Italia il 13,5% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva era positivo per Sars-CoV-2, mentre il 5,1% aveva sintomi gravi riconducibili al Covid-19. La fotografia viene dai dati del network della Siaarti (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva) elaborati dall'Iss. «C'è un aumento della congestione delle strutture ospedaliere anche se per fortuna il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva è ancora relativamente basso. Data l'elevata velocità di circolazione virale, il fatto che d'estate ci sono sempre grandi eventi e grandi aggregazione di persone è bene mantenere dei comportamenti prudenti e soprattutto usare la mascherina in caso di grandi aggregazioni». Ha detto il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, commentando i dati del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. 

Quanto è grave quindi la malattia provocata da Omicron 5? Una recente pubblicazione in preprint (che finora non è stata sottoposta a revisione paritaria) di un gruppo di ricerca giapponese ha scoperto che in esperimenti di laboratorio di colture cellulari, BA.4/5 è stato in grado di replicarsi in modo più efficiente nei polmoni rispetto a BA.2. Negli esperimenti sui criceti, si è sviluppato in una malattia più grave. Tuttavia, anche i dati del Sud Africa e del Regno Unito hanno rilevato che nel corso della loro recente ondata di Omicron 5 non è stato registrato un aumento significativo di malattie gravi e decessi. Ciò è probabilmente dovuto agli alti tassi di immunità dovuti a precedenti infezioni e alla vaccinazione.

Il nuovo booster bivalente Moderna

Nuovi dati clinici sul candidato booster bivalente anti-Omicron (BA.1) di Moderna mostrano che una dose di 50 microgrammi suscita risposte anticorpali significativamente più elevate contro le sottovarianti Omicron 4 e 5, responsabili delle attuali ondate in diversi Paesi e, secondo le previsioni, in procinto di diventare dominanti in Ue. È quanto riferisce in una nota l'azienda Usa che oggi ha diffuso i nuovi dati sul candidato booster mRNA-1273.214. I risultati in questione sono stati registrati un mese dopo la somministrazione del candidato booster in partecipanti al trial precedentemente vaccinati e sottoposti a primo richiamo. Le risposte in termini di anticorpi neutralizzanti contro BA.4 e BA.5 sono state superiori rispetto al richiamo attualmente autorizzato, spiega Moderna, indipendentemente dall'aver avuto o meno una precedente infezione o dall'età. Nel dettaglio, tra i partecipanti senza precedente infezione, l'mRNA-1273.214 bivalente ha determinato titoli di anticorpi neutralizzanti significativamente più elevati contro BA.4/5 rispetto al booster attualmente autorizzato, con un rapporto medio geometrico di 1,69. Un mese dopo il richiamo, i titoli neutralizzanti BA.4/5 erano 776 per l'mRNA-1273.214 e 458 per il richiamo attualmente autorizzato. La variazione della media geometrica (Gmfr) dei titoli anticorpali BA.4/5 rispetto ai livelli pre-richiamo è risultata di 6,3 volte in chi ha ricevuto il candidato booster bivalente anti-Omicron 1 e 3,5 volte per chi ha ricevuto il richiamo col vaccino attualmente autorizzato. I risultati sono stati coerenti tra i vari sottogruppi, compresi gli over 65. I dati completi sono stati inviati per la pubblicazione sottoposta a revisione paritaria e condivisi con le autorità regolatorie.

Omicron 5, incubazione e tamponi fai fa te: “Il 50% non dichiara la positività”

Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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