Johnson&Johnson, stop dopo 6 casi di trombosi (uno letale) negli Usa. «Problemi simili ad AstraZeneca»

Martedì 13 Aprile 2021
Vaccino Johnson&Johnson, 6 casi trombosi: gli Usa verso la sospensione mentre L'Ema indaga

Sei donne tra i 18 ed i 48 anni hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle settimane successive alla vaccinazione Johnson&Johnson. È per questo che le autorita sanitarie americane hanno richiesto una pausa in «via precauzionale» nella somministrazione del vaccino, per il virus Covid-19, J&J. Una delle sei donne è morta, mentre un'altra è in condizioni critiche in Nebraska come riferiscono il Centers for Disease and Control Prevention (Cdc) e la Food and Drug Administration (Fda). E proprio nel giorno in cui in Italia sono arrivate le prime dosi del monodose J&J, la campagna vaccinale rischia un altro rallentamento. Anche l'Ema, l'Agenzia del farmaco europea, sta indagando sui casi di trombosi rare delle 6 donne americane precisando che al momento «non è chiaro se c'è un link causale fra il vaccino e i coaguli» osservati.

 

 

 

 

 

 

 

1 caso di trombosi su 1 milione di vaccinati

Le due agenzie federali americane si sono però affrettate ad aggiungere che è prematuro parlare di donne come categoria più a rischio visto che il numero dei casi è così esiguo da rendere impossibile al momento trarre delle conclusioni certe. Da chiarire anche se ci possa essere un legame fra l'uso della pillola anticoncezionale, che in via generale può aumentare il rischio di coaguli, e il vaccino. I sei casi problematici sono stati riscontrati su un totale di 6,8 milioni di dosi di vaccino J&J somministrate negli Stati Uniti, «meno di un caso su un milione», ha evidenziato Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive. «Quello che vediamo per i vaccini Janssen è simile a quanto osservato con AstraZeneca», hanno spiegato le autorità americane. Anche per J&J «i casi di problemi sono molto rari. Ma per il governo federale la sicurezza del vaccino è la priorità e quindi prendiamo in seria considerazione tutti gli eventi avversi», ha detto Janet Woodcock, commissario facente funzioni della Fda, assicurando che l'indagine procederà a ritmo sostenuto con l'obiettivo di fornire indicazioni e certezze nel minor tempo possibile.

 

 

Una sospensione che durerà pochi giorni

«La sospensione del vaccino Johnson & Johnson sarà probabilmente una questione di giorni», ha aggiunto. «La pausa durerà alcuni giorni o una settimana, non un mese», ha precisato Fauci, spiegando che le autorità devono esaminare eventuali condizioni preesistenti nelle sei donne che hanno sperimentato effetti collaterali forti, e allo stesso tempo mettere in guardia gli operatori sanitari sulle cure da somministrare in caso di problemi. Le soluzioni tradizionali come l'eparina per i coaguli da vaccino non sono infatti appropriate e rischiano di peggiorare la situazione. Il timore delle autorità americane è che la pausa alimenti lo scetticismo nei confronti dei vaccini e quindi rallenti la campagna di massa in corso. La Casa Bianca assicura che la pausa temporanea non avrà un effetto significativo sulla tabella di marcia definita, in base alla quale 200 milioni di dosi saranno somministrate nei primi 100 giorni da presidente di Joe Biden. Rassicurazioni che però non spazzano via i dubbi: davanti alla raccomandazione di Cdc e Fda, sedici Stati americani hanno fermato le somministrazioni di Johnson & Johnson, seguiti da Cvs e Walgreen, le due maggiori catene farmaceutiche americane. Tutti gli appuntamenti in calendario vanno quindi riprogrammati e il dubbio è se i vaccini Pfizer e Moderna possano garantire disponibilità sufficienti. Per gli Stati Uniti e il loro sogno di un 4 luglio davanti al barbecue con amici e famiglia per la festa dell'Indipendenza è un brutto colpo, così come lo è per l'ambizioso obiettivo di Biden, a prescindere dalle rassicurazioni.

 

 

 

 

 

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