Covid, indicatori in calo: «In ospedale quasi esclusivamente non vaccinati». Il report Gimbe

Giovedì 16 Settembre 2021
Covid, in Italia meno casi, decessi e ricoveri nell'ultima settimana: il report Gimbe

Gli indicatori della pandemia in Italia tornano con un segno negativo, con i dati in calo rispetto alle ultime settimane. Lo riporta il monitoraggio della Fondazione Gimbe, che rivela la situazione attuale nel nostro Paese in quanto a decessi, contagi, terapie intensive e ricoveri con sintomi. In ospedale, spiega il report, si trovano quasi solo esclusivamente persone non vaccinate. Rispetto alla settimana precedente, in quella 8-14 settembre sono scesi del -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell'-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). 

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Quattro regioni con incremento dei nuovi casi

«Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali - ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - mentre solo quattro regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi». Inoltre, solo in 2 province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Siracusa (178) e Messina (168). In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente.

«Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari del Gimbe - dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell'1,6% in terapia intensiva». «Iniziano a scendere anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, direttore Operativo Gimbe - con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi al giorno rispetto ai 42 della settimana precedente».

I dati sui vaccini

Le scorte di vaccini a mRNA superano quota 10 milioni ma, «nonostante la considerevole disponibilità di dosi, il numero di prime somministrazioni, dopo tre settimane di stabilità intorno a quota 720-750mila, nell'ultima settimana è sceso a 525mila - segnala Cartabellotta -. In attesa di conoscere gli effetti dell'estensione dell'obbligo del Green pass, è evidente che le attuali strategie della campagna non riescono a contrastare l'esitazione della popolazione ancora non vaccinata».

Al 15 settembre, rileva Gimbe, il 74,1% della popolazione (43.924.031) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+552.102 rispetto alla settimana precedente) e il 68% (n. 40.295.980) ha completato il ciclo vaccinale (+1.223.873). In particolare, l'88,9% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, (+0,5% rispetto alla settimana precedente) con nette differenze regionali: dal 93,3% della Puglia all'83% della Calabria.

Complessivamente 3,9 milioni di over 50 (14,4%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, con rilevanti differenze regionali (dal 17% della Calabria al 6,7% della Puglia): di questi, 3,03 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in questa fascia di età, continuano a salire le curve degli under 50, in particolare delle fasce 12-19 e 20-29 anni che hanno superato le fasce 30-39 e 40-49 anni. Con le scuole già ripartite, preoccupa che nella fascia 12-19 anni, nonostante il costante incremento delle coperture, ancora 1,53 milioni di ragazzi (33,7%) non abbiano ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali.

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA