Coronavirus, bomba-Africa pronta a scoppiare: controlli speciali sugli sbarchi di migranti

Lunedì 3 Febbraio 2020 di Graziella Melina
Coronavirus, bomba-Africa pronta a scoppiare: controlli speciali sugli sbarchi di migranti

ROMA L'epidemia da Coronavirus cinese rischia di spostarsi nel continente africano. I legami commerciali che legano la Cina con i diversi Paesi africani hanno fatto sì che il continente a noi più vicino possa in realtà diventare luogo di incubazione e di trasmissione. Le autorità italiane stanno tenendo sotto controllo la situazione e non è un caso che la nave dell'ong spagnola Open Arms, con 343 migranti a bordo attraccata ieri nel porto di Pozzallo, sia stata sottoposta a controlli più accurati del solito.

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Visto lo stato di emergenza dichiarato dal governo, come previsto dal protocollo sanitario, i migranti arrivati ieri sono stati visitati per scongiurare che avessero i sintomi legati al virus cinese. Secondo i dati diffusi ieri dall'Istituto Superiore di Sanità, i casi confermati di pazienti affetti da Coronavirus hanno raggiunto i 14.564, 360 i decessi e 23 i casi in Europa. Ma se l'infezione dovesse arrivare in Africa la situazione potrebbe diventare davvero preoccupante.

L'ALLARME
Annunciando l'emergenza sanitaria globale, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha riconosciuto infatti che «la più grande preoccupazione» dell'organizzazione è che l'epidemia partita dalla Cina possa raggiungere «Paesi con sistemi sanitari più deboli». Come appunto l'Africa.
Non nuova ad epidemie di grossa portata, tra cui l'Ebola, che si è diffusa in Liberia, Sierra Leone e Guinea tra il 2014 e il 2016, uccidendo circa 11.300 persone. J.Stephen Morrison, direttore del Global Health Policy Center al Center for Strategic and International Studies di Washington, ha avvertito che la malattia rischia di attecchire se raggiungerà alcuni Paesi africani e potrebbe inaugurare una pandemia. 

«In Africa ancora non sono emersi casi di Coronavirus - spiega Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Iss -, ma il continente potrebbe rappresentare un punto debole». La paura di un'epidemia in quel continente c'è. «Si tratta di un continente molto popoloso - ammette Rezza -. Finora segnalazioni di casi sospetti ce ne sono stati in alcuni Paesi. In Costa d'Avorio è risultato negativo un test effettuato poi in Francia. In Sudan, in Guinea equatoriale, Mauritius e Angola hanno messo in quarantena diverse persone provenienti dalla Cina e hanno inviati i campioni per i test in Germania, India e Sudafrica».

PAESI SOTTO OSSERVAZIONE
In Sudan, il ministro della salute Akram Ali Altoum ha annunciato che 2 cittadini sono stati sottoposti a controllo dopo essere stati a Wuhan, ed erano arrivati dalla Cina attraverso Cairo e Addis Abeba. «Sappiamo naturalmente che l'Africa ha punti fragili e deboli della catena sanitaria. Conforta però che finora i casi sospetti non abbiano avuto esito positivo - ammette Rezza -. In teoria, gli stati africani non hanno la stessa rete dei laboratori europei. E la febbre di varia natura che possono contrarre le persone potrebbe essere confusa con altre infezioni e non essere riconosciuta come da Coronavirus. Motivo per cui è bene che gli organismi internazionali stiano in allerta».
 

Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio, 07:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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