Cina, niente vaccini mRNA e popolazione poco immunizzata: ecco perché i contagi Covid non si fermano

Il governo teme che senza le severe restrizioni della strategia "zero-Covid" il sistema sanitario andrebbe al collasso

Lunedì 28 Novembre 2022
Cina, vaccini mRna vietati e ospedali a rischio collasso: ecco perché Pechino non può abbandonare la politica zero-Covid
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Proteste in tutto il paese: la politica zero-Covid fa tremare la Cina e sembra non portare risulati. Nonostante questo Pechino non vuole abbandonarla. Secondo il Financial Times e il Washington Post il governo teme che, in assenza di restrizioni, si arriverebbe rapidamente al collasso del sistema sanitario a causa del basso livello di immunizzazione della popolazione cinese.

I motivi di questa basssa immunizzazione sono diversi: in primo luogo solo i 30% degli ultraottantenni hanno fatto la dose di richiamo. Poi il fatto che il governo abbia autorizzato solamente l'utilizzo di vaccini prodotti in Cina, vietando i vaccini a Mrna di Pfizer e Moderna, che si sono dimostrati più efficaci contro il virus e soprattutto contro le varianti. Infine è la stessa politica zero-covid che si sta rivelando un vero e proprio boomerang: pochi cittadini sono stati esposti "naturalmente" al virus, e dunque non hanno anticorpi per combatterlo. 

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Proteste in piazza contro i lockdown 

Con l'arrivo dell'inverno i contagi hanno ripreso a salire e le autorità locali hanno annunciato nuovi lockdown, provocando un'ondata di proteste in diverse città. Shijiazhuang, una città di 11 milioni di abitanti vicino la capitale lunedì ha annunciato cinque giorni di screening per tutti.  

Tra le maggiori proteste c'è stata quella alla Foxconn nella Cina centrale, la fabbrica che produce il 50% degli iPhone del mondo, dove i lavoratori hanno incrociato le braccia contro condizioni di lavoro pesanti e l'assenza di misure sanitarie e il mancato isolamento dei positivi. 

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Politica zero Covid, perché Pechino non la abbandona 

La Cina è l'unica grande economia che ha mantenuto una rigida quarantena per gli arrivi internazionali e lockdown per frenare le epidemie del virus. Una scelta criticata dalle autorità internazionali, definita antiscientifica dall'Oms e che ha causato anche gravi problemi dal punto di vista economico con l'interruzione delle catene di approvvigionamento globale. 

Secondo gli esperti Pechino non può abbandonare la politica zero covid perché la popolazione non è adeguatamente immunizzata: la campagna vaccinale ha raggiunto solo il 30% della popolazione anziana e sono stati usati solo vaccini cinesi (Sinopharm e Sinovac) meno efficaci contro le varianti, mentre sono stati vietati i sieri a mRna Pfizer e Moderna.

A motivare la politica zero Covid c'è anche l'impreparazione degli ospedali cinesi: la preoccupazione è che le strutture sanitarie non siano in grado di gestire un'ondata di casi gravi. Secondo i dati di Bloomberg Intelligence se venissero meno tutte le misure di contenimento potrebbe verificarsi un'ondata di 5,8 milioni di cinesi che necessitano di cure intensive. Il sistema sanitario però sarebbe in grado di garanire solo quattro posti letto ogni 100.000 persone e verrebbe dunque collassato. 

 

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In Cina vietati i vaccini mRna Pfizer e Moderna 

«È incredibile. Non capisco perché lo stiano facendo» afferma al Financial Times Wang Lai, responsabile globale della ricerca e sviluppo di BeiGene (una società farmaceutic fondata a Pechino nel 2010 e quotata in borsa). Wang è convinto che le autorità cinesi stiano cercando di «proteggere in qualche modo alcuni dei vaccini cinesi»  rispetto alla concorrenza internazionale.

Al momento la Cina non ha ancora sviluppato vaccini a mRna come Pfizer e Moderna, anche se questi sono in corso di sperimentazione. I vaccini autorizzati in Cina sono prodotti da Sinopharm e Sinovac, ma producono una risposta immunitaria più debole.  

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Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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