Birra, «bere fino a sei pinte può ridurre malattie cardiovascolari»: lo studio dell'University College di Londra

Martedì 27 Luglio 2021
Birra, «bere fino a sei pinte può ridurre malattie cardiovascolari»: lo studio dell'University College di Londra

Quasi una pinta di birra al giorno potrebbe prevenire gli effetti mortali delle malattie cardiovascolari. Lo rivela uno studio diffuso e condotto dall'University College di Londra. Sei pinte di birra a settimana con media gradazione, ovverno fino a 105 grammi di alcol ogni sette giorni aiuterebbe a prevenire gli attacchi di cuore. Tuttavia gli autori dello studio si sono affrettano nello stesso studio a sottolineare che non stanno consigliando alle persone con malattie cardiovascolari di iniziare a bere se non lo fanno già. In particolare, bevendo birra, si ridurrebbero i rischi di infarto, ictus, angina o morte per altre malattie legate al cuore.

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I dettagli dello studio

«I nostri risultati suggeriscono che le persone con malattie cardiovascolari potrebbero non aver bisogno di smettere di bere per prevenire ulteriori infarti o ictus, ma soltanto considerare di ridurre l'assunzione settimanale di alcol», così un autore dello studio, Chengyi Ding. «Poiché il consumo di alcol è associato ad un aumento del rischio di altre malattie, le persone con malattie cardiovascolari che non bevono non dovrebbero essere incoraggiate a bere», ha proseguito.

Gli autori hanno stimato il rischio di infarto, ictus, angina e morte per 48.423 adulti con patologie cardiovascolari, utilizzando i dati ottenuti dalla Uk Biobank for England, dallo Scottish Health Survey e da 12 studi precedenti. I partecipanti hanno riportato il loro consumo medio di alcol. I dati sui successivi infarti per un periodo che si estende fino a 20 anni, sono stati ottenuti consultando i registri sanitari e considerando i ricoveri ospedalieri e i decessi.

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Le conclusioni della ricerca

Tra le persone con queste patologie, coloro che bevevano fino a 15 grammi di alcol al giorno, cioè poco meno di due unità di alcol inglesi, avevano un rischio inferiore di infarto, ictus, angina o morte, rispetto a coloro che non bevevano alcolici.

Un'unità di alcol equivale a mezza pinta di birra di media gradazione o mezzo bicchiere di vino standard. Mentre coloro che hanno bevuto più di 62 grammi di alcol al giorno non hanno avuto un aumento del rischio di attacchi di cuore rispetto a coloro chi non beve. Tra i sei e gli otto grammi di alcol al giorno. Questa la misura che ha registrato 'migliori risultati'. Bevendo sei grammi di alcol al giorno secondo lo studio si avrebbe un rischio inferiore del 50% di infarto rispetto agli astemi. Del 27% e del 21% in meno per chi consuma invece, rispettivamente otto e sette grammi di alcol al giorno, sempre rispetto agli astemi.

Questi risultati sono stati pubblicati su Bmc Medicine. Gli esperti sottolineano anche la forte sottorappresentazione dei grandi bevitori e l'assenza della categoria degli ex bevitori che potrebbero aver smesso di bere a causa di problemi di salute.

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I precedenti

Lo studio segue inoltre un rapporto dello scorso maggio redatto da esperti del Massachusetts General Hospital che ha concluso che consumare una quantità moderata di alcol ogni giorno può ridurre il rischio di morte per persone cardiopatiche. Con un rischio inferiore del 20% di morire per i suddetti problemi, basandosi su un campione analizzato di oltre 50mila persone.

È interessante notare che questa diminuzione percentuale si è notata rispetto alle persone del campione che avevano un basso consumo di alcol, definito come meno di un drink a settimana. «L'idea è che quantità moderate di alcol possano avere effetti sul cervello che possono aiutare a rilassarsi, ridurre i livelli di stress e, forse attraverso questi meccanismi, abbassare l'incidenza delle malattie cardiovascolari», aveva dichiarato all'epoca l'autore dello studio, il dott. Kenechukwu Mezue. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello globale, con circa 17,9 milioni di vittime ogni anno.

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