​Alto Adige come l'Austria? Contagi in aumento, idea lockdown solo per non vaccinati

Casi in crescita, numeri come ad aprile. E l'assessore alla sanità altoatesino Thomas Widmann apre al modello austriaco che piace anche a Toti

Martedì 26 Ottobre 2021 di Simone Pierini
Alto Adige, contagi come ad aprile. E si pensa al modello Austria: lockdown solo per non vaccinati

L'Alto Adige come l'Austria? Secondo l'assessore alla sanità altoatesino Thomas Widmann (Svp) il modello proprosto dal Paese nordico potrebbe essere scelto in caso di peggioramento dell'epidemia. Ovverro imporre restrizioni solo per le persone non vaccinate. In Alto Adige infatti, dopo una tregua di sei mesi, sia i nuovi casi che l'incidenza su sette giorni superano soglia 100. Sono 115 i test positivi (40 su 864 tamponi pcr e 75 su 11.519 test antigenici). Si deve infatti tornare indietro ad aprile per trovare numeri simili. L'incidenza sale invece a 107. Un valore così alto è stato rilevato l'ultima volta il 28 aprile (109). Stabile invece la situazione negli ospedali con 50 ricoveri (44 nei normali reparti e 6 in terapia intensiva) e nessun decesso. Nelle ultime 24 ore sono stati dichiarate guarite 78 persone, mentre 2075 sono in quarantena.

 

Per questo motivo Widmann ha parlato di "modello austriaco" come riferimento da seguire in caso di un aumento significato di ricoveri. «Non possiamo rischiare una nuova crisi pandemica per chi non si vaccina, i numeri parlano chiaro, chi finisce in ospedale è sempre un non vaccinato», ha dichiarato ieri a L'Adige

 

 

Lockdown solo per vaccinati, il modello Austria

«Non vediamo la pandemia nello specchietto retrovisore, stiamo invece andando verso una pandemia dei non vaccinati», visto che «la maggior parte dei pazienti in terapia intensiva non è vaccinata», ha avvertito il neo-cancelliere Alexander Schallenberg, in carica da meno di due settimane. Una linea dura che scatterà però solo al raggiungimento della soglia di guardia di 500 posti occupati in terapia intensiva (il 25% di quelli disponibili), rispetto agli attuali 224. A quel punto, chi non si è immunizzato non potrà più accedere a bar, ristoranti, eventi culturali e neanche a strutture sportive e ricreative. Con 600 ricoverati gravi, i non vaccinati non potranno più uscire di casa se non per andare al lavoro o per riconosciuti motivi di necessità. «Non è ammissibile che il sistema sanitario venga sovracaricato per colpa di indecisi e attendisti», ha avvertito il cancelliere austriaco, sottolineando che «ai non vaccinati deve essere chiaro che non sono solo responsabili della loro salute, ma anche di quella degli altri».

 

 

 

Austria, obbligo Green pass sul laovro da lunedì

In Austria inoltre lunedì entra in vigore l'obbligo di Green pass sul posto di lavoro, ma non per chi lavora totalmente solo, come per esempio i camionisti. Ci sarà comunque un periodo di transizione di due settimane, durante il quale i non testati possono lavorare indossando una mascherina Ffp2. Le «3-G», che stanno per «geimpft, genesen o getestet» (vaccinato, guarito oppure testato), valgono per tutti i posti di lavoro, dove «non può essere escluso contatto con altre persone». L'ordinanza precisa che ogni giorno sono consentiti «due contatti all'aria aperta di non più di 15 minuti». Con l'entrata in vigore delle «3-G» viene a meno l'obbligo di Ffp2 sul lavoro, tranne negli ospedali e case di cura. Per la movida, come le discoteche ma anche l'apres ski, non basta più il test antigenico, ma serve il tampone pcr. Sugli impianti di risalita chiusi oltre al Green pass serve anche l'Ffp2. Per i Mercatini di Natale sono invece previste le «3-G».

 

 

Toti: se epidemia peggiora Austria modello da seguire

«In Austria, se l'epidemia peggiora, scatterà il lockdown solo per i non vaccinati. In Italia per fortuna, grazie alla campagna vaccinale, all'estensione del green pass e al senso di responsabilità dimostrato dalla maggior parte degli italiani, la situazione Covid continua a migliorare», ha scritto su Facebook nei giorni scorsi il presidente della Liguria Giovanni Toti, aprendo però proprio a quel modello Austria in caso di peggioramento della situazione. «Ma se le cose dovessero andare diversamente, la strada intrapresa dall' Austria dovrà essere quella da percorrere per non bloccare un intero Paese che vuole ripartire». Così scrive il presidente della Liguria e cofondatore di Coraggio Italia Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook, ha sottolineato.

 

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Crisanti: lockdown solo per non vaccinati? Non sarebbe giusto

Un lockdown solo per i non vaccinati, come in Austria, «non penso che in Italia sia una misura costituzionalmente accettabile, né credo che sia una cosa giusta». A dirlo Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova, su Cusano Italia Tv. Quanto alla riapertura delle discoteche, sottolinea l'esperto, «è dimostrato che tutti i luoghi affollati al chiuso, dove c'è movimento, attività respiratoria notevole ed esercizio fisico, sono esattamente i posti ideali dove ci si infetta, quindi palestre e discoteche». Sulle persone non vaccinate, Crisanti rileva come «a parte i no vax, chi non ha fatto il vaccino, o è impaurito o ha internalizzato una fobia. Se una persona internalizza questa fobia, col vaccino diventa impermeabile alle argomentazioni. È comunque sorprendente che molti siano più preoccupati del vaccino che dal virus». Secondo Crisanti, «è molto difficile evitare di non essere infettati da un virus che ha un indice di trasmissione così alto, perché uno dovrebbe essere sempre attento 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Al virus basta una volta sola per infettare». Le persone che fanno affidamento sulla propria capacità di aderire a misure precauzionali, conclude, «sono molto ottimiste ed è un ottimismo ingiustificato. Dire che chi ha le difese immunitarie buone, il Covid non se lo prende è una fandonia».

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 20:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA