Regionali Lazio, anche i cinghiali in campo: a Valle Aurelia (e sui social) spopola il partito che non c'è

La provocazione di un gruppo di studenti dell’Istituto Europeo di Design, che ha realizzato una bizzarra campagna elettorale per un finto movimento di ambientalisti radicali

Giovedì 2 Febbraio 2023
Il manifesto del (finto) Partito dei cinghiali

Rispetto all'elettorato attivo valgono lo zero virgola zero, ma potrebbero essere comunque decisivi. Anche perché sono presenti in tutte le province del Lazio, soprattutto dove i partiti tradizionali fanno più fatica a raggiungere gli elettori. E via via stanno anche conquistando la Capitale, perché partiti da Roma Nord ormai sono di casa anche in Centro.

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Regionali Lazio, anche i cinghiali in campo

Anche i cinghiali scendono in campo per le Regionali.

Affissioni, un sito web, pagine social e perfino una petizione su Change.org rivolta al Parlamento italiano: nulla sembra fermare l'ascesa del Pdc (Partito dei cinghiali) al grido "Ogni cinghiale è unico e merita dignità".

In realtà il Pdc nasce dalla provocazione è di un gruppo di studenti dell’Istituto Europeo di Design, che ha realizzato una bizzarra campagna elettorale per un finto movimento di ambientalisti radicali, facendo credere ai cittadini del quartiere di Valle Aurelia dell’esistenza di un partito per i cinghiali, con un programma diviso in cinque punti.

 

LA PROVOCAZIONE

Nella piattaforma: “Pari diritti per i cinghiali”, “no ai respingimenti sì all’accoglienza”, “i cinghiali sono nostri fratelli”, c’era scritto su cartelli, manifesti e volantini.

La risposta dei romani è stata inaspettatamente positiva. Spiegano i goliardi: «L’iniziativa degli studenti del Partito dei Cinghiali ha lo scopo di suscitare scalpore tra i cittadini, in vista delle Elezioni Regionali, affinché siano loro ad esigere una risposta concreta da parte dell’Amministrazione e dei partiti candidati».

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