Vigile del fuoco dopo 40 anni in pensione, il saluto dei comandanti al capoturno Domenico Giordani

Cambio di guardia in via Genova: Alessandro Paola nuovo comandante

Lunedì 29 Novembre 2021 di Alessia Marani
Da sinistra Francesco Notaro, Domenico Giordani e Alessandro Paola

Emozionato ma anche felice di avere trascorso quarant'anni della sua vita nella grande famiglia dei Vigili del fuoco. Quando i mezzi della storica sede romana, la Centrale di via Genova, azionano le sirene per salutarlo, lunedì mattina, lui guarda uno per uno i suoi colleghi schierati e ringrazia. Domenico Giordani, capoturno provinciale di Roma, ha appena compiuto 60 anni e dismette la divisa. Lo fa in un giorno particolare, quello che coincide con il cambio al vertice del comando capitolino. A stringergli la mano sono infatti il comandante uscente, l'ingegnere Francesco Notaro nominato direttore regionale dell’Umbria, e l'ingegnere Alessandro Paola che prende il suo posto.

 

Vigile del fuoco dopo 40 anni in pensione

A Giordani è stata consegnata una traga di riconoscimento per l'attività svolta sul campo, prima nei distaccamenti locali, poi a capo delle squadre romane. Con lui viene "archiviato" un pezzo di storia del soccorso italiano. «Ancora ricordo il primo giorno in cui presi servizio - dice commosso - era il 24 novembre del 1980 e io ero un vigile ausiliario, cioè entrato con la leva militare. Avevo 18 anni e come prima missione mi mandarono in fretta e furia a Sant'Angelo dei Longombardi, uno dei paesi più colpiti dal terremoto dell'Irpinia. Era tutto distrutto, tirammo fuori dalle macerie più morti che vivi, anche bambini. Da allora non mi sono più fermato». Giordani vince il concorso e diventa effettivo. Trascorre un primo periodo a Verona, poi torna nella sua Capitale. Qui prenderà servizio nella caserma del Tuscolano II. Il 27 novembre di vent'anni fa tra i pompieri morti nell'esplosione dovuta alla fuga di gas in un palazzo di via Ventotene c'è anche il caposquadra Danilo Di Veglia, che salvò un bambino facendo scudo con il proprio corpo. «Era uno dei miei vigili, un ragazzo eccezionale», rammenta con gli occhi che si fanno lucidi. Nel 2016 Giordani approda in via Genova. Da allora diventa punto di riferimento per centinaia di colleghi in tutta la Capitale. «Il più grande insegnamento ricevuto da questo lavoro? Che nessuno può fare da solo, sarà banale, ma uno per tutti e tutti per uno. Da noi, e nella vita, non può essere altimenti», dice mentre la cancellata dalla caserma si chiude. 

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