Vaiolo delle scimmie a Roma, D'Amato: «Task force anti-infezione nessun rischio pandemia»

L’assessore alla Sanità: rafforzeremo la rete di contrasto alle malattie infettive

Venerdì 20 Maggio 2022 di Camilla Mozzetti
Vaiolo delle scimmie, D'Amato: «Task force anti-infezione nessun rischio pandemia»

«Non bisogna creare allarmismi ma neanche sottovalutare la situazione, perché questa è una malattia con un suo tasso di letalità calcolato intorno al 10% per individui sintomatici». Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio arriva subito al punto dopo che allo Spallanzani è stato ricoverato il paziente “zero” risultato positivo al “Monkeypox” virus, ovvero al vaiolo delle scimmie


Assessore D’Amato, un giovane uomo rientrato dalle Canarie è risultato positivo a questo virus, quanto ritiene sia contagioso?
«Il virus si può trasmettere da uomo a uomo, con difficoltà, però si può trasmettere. Il contagio avviene per contatto diretto anche attraverso il “droplet” (le goccioline di saliva ndr) nella fase acuta ma sempre con contatti lunghi e prolungati, fluidi corporei, lesioni, indumenti contaminati, bisogna circoscrivere la casistica. È una malattia che ha una durata massima di 30 giorni con i sintomi simili a quelli dell’influenza nella prima fase e poi comparsa di lesioni cutanee come appunto quelle del vaiolo».
A livello precauzionale cosa dobbiamo fare?
«I nostri cacciatori di virus ricostruiranno tutto rapidamente, coloro che rientrano nell’albero dei contatti sono stati già isolati, verranno controllati h24 e se necessario saranno ricoverati allo Spallanzani. Ci sono altri due sospetti, uno con un’alta probabilità di risultare positivo».
La situazione è grave o sotto controllo?
«In Europa ci sono stati una ventina di casi, soprattutto nel Regno Unito, poi Portogallo e Spagna, le persone si muovono hanno contatti e rapporti e in questo scenario può uscire un caso. Non bisogna creare allarmismi: esiste un vaccino e con il vaccino, all’epoca, il vaiolo fu eradicato».
Eppure è ricomparso, come mai?
«C’è un equilibrio e quando viene meno in natura c’è un quadro a livello mondiale di ripresa delle malattie infettive. Viviamo in un mondo globalizzato e c’è una ripresa di queste malattie. Va ricreato un nuovo equilibrio tra uomo e natura e uomo-animali. Il primo contagio in Europa avvenne negli anni Cinquanta, è una trasmissione, il cosiddetto “salto di specie” un po’ come accaduto con il Covid-19».
Considerato il fatto che la trasmissione avviene anche per goccioline, le famose “droplet”, consiglierebbe un ritorno alla mascherina?
«No, per il paziente “zero” primo caso in Italia parliamo di un contatto molto stretto, anche baci voglio dire. Questo virus non ha lo stesso livello di diffusibilità del Covid-19».
Non stiamo tornando a gennaio del 2020 quando proprio allo Spallanzani furono isolati nella coppia di coniugi di Wuhan i primi positivi al Sars-Cov-2?
«Assolutamente no, siamo tranquilli. È giusto essere allerti e pronti a rispondere. Grazie al sistema di sorveglianza del Lazio, che è uno dei migliori di Italia e di Europa, siamo riusciti a intercettare questo contagio che è completamente sotto controllo, non siamo preoccupati per questo aspetto».

 


A livello terapeutico?
«Non ci sono farmaci specifici ma determinati antivirali hanno dato prova di essere efficaci ma anche in questo caso non siamo preoccupati». 
E per quanto riguarda la vaccinazione, abrogata in Italia a partire dal 1981 lei pensa si possa tornare a una nuova campagna o è prematuro?
«No, nessuna vaccinazione ma su queste cose poi decide il ministero della Salute».
Lei poco fa sottolineare la recrudescenza delle malattie infettive. Da un punto di vista di “risposta” il Lazio punta a incrementare reparti o strutture ospedaliere e d’analisi dedicate?
«Già lo stiamo facendo sia con l’ampliamento dello Spallanzani e in generale su tutta la rete, ci troviamo in una fase di espansione delle malattie infettive anche per quanto riguarda ad esempio tutta la parte della “antibiotico-resistenza” sulle infezioni che è una parte in cui già da tempo l’Oms ha sollevato un “alert” da tempo. L’uso eccessivo, o l’abuso degli antibiotici, anche nel trattamento zootecnico che pertanto poi viene acquisito dall’organismo umano indebolisce le difese nel momento in cui ti servono».
Si diventa “farmaco-resistente”.
«Esattamente soprattutto nelle fasce più fragili. Per quanto ci riguarda abbiamo uno dei modelli di malattie infettive più importanti e verrà ampliato a Roma e in tutte le province. Lo Spallanzani diventerà sempre di più una sorta di Agenzia regionale per il contrasto alle malattie infettive e alla farmaco-resistenza».
 

Ultimo aggiornamento: 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA