Vaccini nel Lazio, senza dose un ragazzo su 2: Asl a scuola con i camper

Giovedì 29 Luglio 2021 di Lorenzo De Cicco e Camilla Mozzetti
Covid nel Lazio, senza dose 1 ragazzo su 2: Asl a scuola con i camper

A un mese e mezzo dal trillo della prima campanella del nuovo anno scolastico, nel Lazio resta da vaccinare oltre il 50% degli studenti della fascia 12-18 anni. Più di 125 mila ragazzi. La Regione spera che il compito venga sbrigato in larga parte dai pediatri, tra i quali trapela un certo scetticismo: in teoria la campagna vaccinale tra i giovani dovrebbe ripartire il 2 agosto, ma siamo nel pieno delle ferie, molte famiglie sono lontane da Roma, in villeggiatura, quindi le probabilità di procedere spediti con aghi e siringhe nelle prossime 3 settimane sono piuttosto basse. C’è la possibilità concreta che una buona fetta degli studenti non ancora immunizzati si presenti sui banchi il 13 settembre nelle stesse condizioni di oggi.

 

 

Ecco allora il piano B, a cui sta lavorando lo Spallanzani insieme alle Uscar, le unità speciali di assistenza della Regione, in prima linea dall’inizio della pandemia con tamponi e vaccini. L’idea, spiega Francesco Vaia, il direttore sanitario dello Spallanzani, è di «indirizzare verso le scuole i nostri camper mobili, con team misti dello Spallanzani e delle Uscar, per garantire il vaccino alla quota residua di ragazzi non ancora protetta contro il Covid». I nuovi contagi, ricorda Vaia, «nel 90% dei casi riguardano ragazzi non vaccinati o vaccinati con una sola dose. Questa percentuale deve far riflettere e far insistere la sanità pubblica a vaccinare ancora di più». L’età media dei positivi nel Lazio è di 23 anni. Ecco perché alla Pisana lavorano per uno sprint.

 

Vaccini, gli ambulatori

Per fortuna dall’Ema, l’agenzia europea del farmaco, arrivano buone notizie: dopo Pfizer, è stato autorizzato anche il preparato Moderna per i 12-17enni. Indicazione subito recepita dall’Aifa. Ai pediatri è stato chiesto di anticipare le vaccinazioni dal 23 al 2 agosto, proprio per sfruttare le nuove scorte disponibili. Per il momento «verranno messe a disposizione di ciascun pediatra 4 fiale alla settimana che potranno essere ritirate presso le farmacie», ha scritto due giorni fa a tutti gli associati Teresa Rongai, la segretaria romana della Fimp (federazione italiana medici pediatri). Il punto è che i tempi, si diceva, non sono i migliori per le iniezioni. Ora che ci sono le dosi, nel mezzo delle vacanze, mancano pazienti disponibili a farsi inoculare.

Va detto che nella Capitale le iniezioni ai minorenni sono partite presto. A metà giugno. E così oggi la metà dei 250mila studenti over 12 ha ricevuto almeno una puntura. Senza contare i maturandi vaccinati agli open-day prima dell’esame di Stato. Tra gli insegnanti il Lazio è in cima alla classifica italiana sul personale immunizzato. E la sensazione è che il dibattito sull’obbligo vaccinale per i prof abbia dato un’ulteriore spinta: il 2 luglio i dipendenti senza dose erano 2.324. Adesso (dati del 25 luglio) ne restano appena 143.
 

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