Incendia tre cassonetti a Roma, esplode il contatore del gas: evacuate due palazzine a Tor Vergata

La polizia indaga su altri due episodi simili avvenuti nella notte in via Landini

Venerdì 20 Maggio 2022 di Marco De Risi
Incendia tre cassonetti a Roma, esplode il contatore del gas: evacuate due palazzine a Tor Vergata

Prima un'esplosione e poi un incendio, entrambe opera di un piromane, alla base di una palazzina a due piani, a Tor Vergata, con le famiglie, almeno una trentina di persone, che sono dovute fuggire dai rispettivi appartamenti all'alba accompagnati dal crepitio delle fiamme. Secondo quanto accertato dagli investigatori della polizia il piromane ha dato fuoco a tre cassonetti dell'immondizia che si trovavano sotto le case, poco distanti da una decina di contatori, allineati alla sede stradale: le fiamme hanno intercettato anche una tubatura del gas che è letteralmente esplosa e poi, a seguire, si è sviluppato il maxi rogo.

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Una scena apocalittica quella che si è creata nella palazzina in via Carcaricola 85. Erano le 5.30 quando si è sviluppato il rogo e decine di telefonate hanno raggiunto il numero unico per le emergenze 112 con la richiesta di soccorso. Quando i vigili del fuoco sono accorsi sul posto si sono resi conto che si trattava di un incendio difficile da spegnere in quanto era alimentato dal gas del sottosuolo e i contatori erano tutti in fiamme. Ecco perché sono stati chiamati subito gli operai dell'Italgas, che hanno chiuso le condotte.
I RESIDENTI
Questo ha facilitato l'opera di spegnimento dei pompieri che comunque hanno impegnato più di tre ore per mettere in sicurezza la palazzina. Intanto, i residenti sono stati svegliati dal boato e sono fuggiti in strada molti ancora in pigiama. C'erano anche bambini con i genitori. La polizia ha aiutato i pompieri a fare uscire qualche disabile dagli appartamenti. Una signora di 80 anni si è sentita male una volta lasciato il palazzo. È stato subito chiamato il personale di un'ambulanza che ha assistito l'anziana. È stato necessario somministrarle un pò di ossigeno perché la donna si riprendesse.


Sono gli agenti del commissariato Casilino ed anche quelli del Prenestino ad occuparsi dell'indagine. Proprio il fuoco che è stato alimentato dai cassonetti dell'immondizia fa propendere per la pista dolosa. Secondo gli investigatori qualcuno avrebbe dato fuoco ai cassonetti le cui fiamme si sono poi propagate ai contatori e alle tubature del gas. Quindi, da un semplice atto vandalico sarebbe potuta nascere una vera tragedia: l'incendio del palazzo è stato controllato solo grazie all'arrivo tempestivo dei pompieri che hanno messo in sicurezza i residenti e salvato lo stato dei luoghi.

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Ieri mattina, sul posto è accorsa anche una squadra della polizia scientifica, gli agenti si sono soffermati sui cassonetti che sono stati squagliati dalle fiamme. Vi sarebbero alcuni elementi che fanno propendere per l'incendio doloso. Sarebbe stata trovata una bottiglia con tracce di liquido infiammabile, vicino ai cassonetti. Insomma, la firma di un piromane. Intanto un portavoce dell'Italgas ha precisato che i tecnici sono «tempestivamente intervenuti e hanno messo rapidamente in sicurezza l'impianto interrompendo temporaneamente l'erogazione del servizio alle palazzine interessate». Riprendendo l'ipotesi investigativa del piromane sarebbe supportata anche da altri due incendi avvenuti poco prima in via Taddeo Landini, poco distante, dove all'altezza dei civici 28 e 45 sono stati distrutti altri contenitori Ama. La polizia sta cercando telecamere di banche o negozi che possano avere ripreso qualcosa di utile per gli incendi dolosi. Ci potrebbero essere immagini per i falò di via Taddeo Landini e potrebbero tornare utili per il maxi incendio di via Carcaricola.
 

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