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Roma sommersa dai rifiuti, la rivolta dei cittadini: boom di ricorsi contro la Tari

Da gennaio 1.500 istanze per chiedere il taglio dell’80 per cento della tariffa

Giovedì 2 Giugno 2022 di Fabio Rossi
Roma sommersa dai rifiuti, la rivolta dei cittadini: boom di ricorsi contro la Tari
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I cassetti tornano pieni, e ora il ponte del 2 giugno potrebbe diventare un incubo per i romani, sul fronte dei rifiuti, anche a causa di un guasto a una linea del Tmb di Rocca Cencia, comunque già riparato. Tutto ciò mentre sono tanti i cittadini che hanno perso la pazienza: dopo le prime sentenze delle commissioni tributarie favorevoli agli utenti, sono circa 1.500 le persone che, negli ultimi mesi, hanno deciso di ricorrere per chiedere il taglio della tariffa, fino all’80 per cento del dovuto.

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Nei quartieri - da Settebagni a Prati - sta partendo il tam tam della rivolta contro quella che ormai è percepita come «una tassa ingiusta» da chi si ritrova cumuli di immondizia sotto casa, cassonetti stracolmi davanti alle scuole dei figli, aria irrespirabile che entra dalle finestre: i ricorsi potrebbero aumentare ancora, considerato che ogni anno oltre mezzo milione di telefonate di protesta arrivano ai centralini dell’Ama.


I RISCHI
Con un possibile effetto boomerang ai danni dei romani: il servizio rifiuti viene interamente finanziato con i soldi degli utenti. Quindi eventuali minori incassi per l’azienda si tradurrebbero in minori servizi o (più probabilmente) con maggiori esborsi da parte dell’amministrazione comunale, che andrebbero inevitabilmente a ripercuotersi sulle bollette. «Queste sentenze hanno valore sociale: riconoscono che un tributo come la Tari debba essere pagato quando c’è un adeguato corrispettivo di servizio, come prevede un principio introdotto dalle legge 147 del 2013 - spiega l’avvocato Claudio Cricenti, dell’ufficio legale del Codacons, che segue la vicenda in prima persona - Se dalla carenza del servizio derive anche un danno per la salute e l’ambiente, è giusto chiedere il taglio della tariffa».

Le cattive notizie, per Ama e Campidoglio, arrivano anche da altre vertenze legali: la commissione tributaria provinciale ha condannato l’amministrazione comunale a pagare le spese legali per aver recapitato sei cartelle esattoriali a un’utente, ignorando la sua situazione reddituale. A soffrire in questi giorni è soprattutto il centro storico, che dopo gli anni della pandemia sta ritrovando i turisti, ma in tutta la città i contenitori dell’immondizia sono al livello di guardia: soprattutto nel quadrante nord-est, da Monte Sacro al Tiburtino, i cittadini (almeno quelli che si comportano correttamente) sono costretti a lunghe passeggiate per trovare contenitori disponibili. E la fare bene raccolta differenziata è ancora più difficile.

 


LA SITUAZIONE
Questi giorni, con due festivi a breve distanza l’uno dall’altro, potrebbero essere particolarmente delicati, viste anche le temperature molto alte. L’Ama cerca di correre ai ripari: secondo la municipalizzata, infatti, «l’attività è stata potenziata nel centro storico per il maggior afflusso di turisti con interventi mirati nel resto del territorio e delle aree periferiche» dove vengono segnalate sofferenze nella spazzatura e nella raccolta. «Bisogna fare i controlli nei bed & breakfast, che producono tanti rifiuti, spesso intasando i cassonetti del porta a porta dei condomini. E in molti casi la raccolta differenziata non viene fatta - sottolinea Viviana Di Capua, presidente dell’Associazione abitati centro storico - Per non parlare dei ristoranti, che non rispettano gli orari di raccolta dell’Ama, lasciando di notte i sacchetti fuori dai locali o negli angoli delle strade».
 

Ultimo aggiornamento: 3 Giugno, 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA