Roma, pusher travestiti da rider: presa la gang della Togliatti

Finti rider per le consegne e droga nascosta nelle auto: sgominata banda "stupefacente". 8 arresti

Venerdì 23 Settembre 2022 di Raffaella Troili
Roma, pusher travestiti da rider: presa la gang della Togliatti

Auto ma anche scooter con dietro la sacca di una nota società di rider, del tutto estranea ai fatti, per aggirare i controlli e spacciare tranquillamente anche sotto il lockdown. Otto persone in manette (sei albanesi e due italiani), di cui quattro ai domiciliari è il bilancio dell'operazione Lockdown svolta dagli agenti della Squadra mobile di Roma, che hanno indagato a lungo sui movimenti di una rete di spacciatori con base nelle piazze della Togliatti, dell'Alessandrino e di Montespaccato. Si tratta degli albanesi D.H., alias Plloci, J.B., detto Beqo, A.S. detto capo o montanaro; A.B., A.M., G.P. detto Occhiale e di due romani, E.M. del 2000 detto Marione e A.A. detto zi Sandro, 51 anni. Il gruppo, in base a quanto scoperto dagli agenti della questura capitolina, coordinati dalla procura di Roma, rifornivano i pusher e i consumatori di cocaina, hashish e marijuana. Le indagini si riferiscono al periodo trascorso in pieno lockdown: in quei mesi - era il 2020 - sono stati acquisiti elementi indiziari che fanno ritenere che il gruppo malavitoso albanese fosse strutturato secondo i canoni della classica organizzazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, in grado di importare ingenti quantitativi di stupefacente da rivendere in quantitativi minori sino ad arrivare alla vendita al dettaglio in strada.

La droga veniva movimentata in sottofondi ricavati nelle carrozzerie delle auto come accertato in un episodio dove in un nascondiglio sono stati trovati due involucri confezionati con nastro da pacchi di colore marrone al cui interno c'era la cocaina. In due casi, i poliziotti hanno sequestrato 3,5 chili di cocaina. Eseguiti diversi sequestri di piccoli quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana e cocaina ed in un'occasione è stato intercettato un pacco postale, diretto ad un detenuto, con all'interno indumenti personali tra cui un accappatoio nelle cui cuciture erano occultati dei pezzetti di hashish. Tenuto conto dello stato di lockdown, alcuni pusher avevano attrezzato lo scooter come detto con la sacca di una nota società di rider, per aggirare le limitazioni sugli spostamenti imposte dalle norme anticovid-19 e non dare sospetti.


LE INDAGINI

Dopo un primo arresto sono scattati monitoraggi e intercettazioni telefoniche che testimoniano una quotidiana cessione di stupefacenti e delineano l'identikit di fornitori, corrieri e acquirenti. «A quanto è? Che tipo è?»; «commerciale buona ho preso oggi a quanto lo vuoi 7 sono pronti te li do subito». In particolare la gang si radunava per pianificare le operazioni illecite davanti un bar di via Statilio Ottato al quartiere Don Bosco. Dopo ulteriori fitte indagini sono scattate le perquisizioni con esito positivo in un box di via Motta Visconti, una personale e una nella carrozzeria di un'auto. Gli investigatori, «gli zii» come li chiamano preoccupati gli indagati nelle intercettazioni, annotano appuntamenti furtivi sulla Togliatti, all'Alessandrino, sulla Casilina, in vie, bar, muretti, garage sub affittati, centri commerciali stazioni metro della periferia, carrozzerie, autolavaggi e distributori di benzina. E ancora le trasferte a Brescia, dai fornitori, ad Avezzano e San Cesareo e Castrocaro per le cessioni. Dalle intercettazioni emergono minacce legate ad attività di estorsione nei confronti in particolare di R.N., acquirente. La droga sarà occultata di volta in volta dentro un poggiatesta di un sedile, sotto una autovettura, in una scatolina attaccata con una calamita.
 

Ultimo aggiornamento: 17:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA