Roma, stop agli sgomberi: l'asse M5S-Pd affossa anche il piano lumaca

Venerdì 21 Febbraio 2020
Roma, stop agli sgomberi: l'asse M5S-Pd affossa anche il piano lumaca

Stop al ritorno alla legalità. Alla fine Cinquestelle e Pd trovano la convergenza in assemblea capitolina contro gli sgomberi. Scegliendo di affossare il piano (pur molto graduale e addirittura spalmato in sette anni) della Prefettura per liberare gli edifici occupati abusivamente - varato al tempo dell'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini - e votando reciprocamente i due ordini del giorno (di contenuto molto simile) presentati dai rispettivi gruppi in aula Giulio Cesare, durante il consiglio comunale straordinario di ieri richiesto dalle opposizioni proprio sui temi degli sgomberi e dell'emergenza abitativa. Una seduta che ha avuto l'esito di bloccare anche i piccoli passi avanti fatti di recente.

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IL VOTO
Il documento del Pd è passato con 26 voti favorevoli di dem e M5S, oltre a quelli di Stefano Fassina e Svetlana Celli, e due contrari (Fdi). L'atto impegna la sindaca Virginia Raggi e la giunta ad adottare ogni iniziativa affinché «il piano degli interventi di sgombero adottato dal Prefetto il 18 luglio 2019 avvenga non prima della definizione di azioni di accompagnamento in grado di garantire» sia «la dignitosa sistemazione delle persone sgomberate» sia «la tenuta dello stato sociale della città». L'intesa porta anche all'approvazione bipartisan di un altro documento, questa volta a firma 5S, che chiede di «provvedere all'aumento dell'importo del contributo economico mensile di sostegno all'emergenza abitativa» e di «aprire un confronto con la Prefettura-Ministero degli Interni affinché sia parte attiva nell'attuazione delle forme di assistenza alloggiativa».

LE DIVISIONI
Insomma, una retromarcia dolorosa per la città e per la legalità. Il Campidoglio vuole trovare soluzioni alternative per gli occupanti prima di sgomberare - lasciando di fatto gli immobili nelle mani degli abusivi - ma chiede aiuto al Governo per trovare i fondi necessari. E secondo l'assessore al Sociale Veronica Mammì, il motivo è che «Roma ha un circuito assistenziale saturo, perché le emergenze e le fragilità sono tante e ad oggi ha in carico fragilità derivanti da altri sgomberi». Ma l'assessore al patrimonio, Valentina Vivarelli, lancia l'allarme: «Bloccando gli sfratti blocchiamo aria nuova e ossigeno a persone che hanno bisogno di una casa a un prezzo accessibile e umano». Insorge il centrodestra: «Alla faccia della legalità i grillini, che peraltro non hanno fatto nulla di concreto dal punto di vista delle politiche della casa in questi anni, si allineano al Pd che a sua volta strizza l'occhio ai movimenti degli occupanti di professione dell'estrema sinistra», attacca il capogruppo di Fdi, Andrea De Priamo.
 


Intanto il Movimento 5 stelle sembra ancora in sofferenza, tra espulsioni e dissidenti. Ieri la maggioranza per tre volte non ha avuto il numero legale. È servito il soccorso dell'opposizione per passare da 19 a 24 presenti (su 48), quota necessaria per rendere valida la seduta. Il numero legale è poi nuovamente saltato nel tardo pomeriggio, mentre l'Aula stava discutendo del tema delle aziende partecipate, impedendo il voto degli ordini del giorno, che slittano alla prossima seduta, Emergono poi le prime crepe sulla cacciata di Monica Montella, esclusa dal gruppo grillino lunedì, dopo Cristina Grancio. «Non ho firmato per la sua esclusione: non è stato il modo giusto, non sono nemmeno stati coinvolti i probiviri. Nel Movimento non dovrebbe funzionare così», attacca la consigliera stellata, Gemma Guerrini.

Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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