Roma, allerta per le manifestazioni dei «No green pass»: rafforzati controlli in stazioni e aeroporti. Mercoledì via all'obbligo

Lunedì 30 Agosto 2021
Roma blindata per le manifestazioni dei «No green pass»: rafforzati controlli in stazioni e aeroporti

Roma è allerta per le proteste dei «No Green pass». Le manifestazioni sono annunciate per mercoledì, giorno in cui verrà esteso l'obbligo del certificato verde anche per treni, aerei, traghetti oltre che l'intero settore scuola. Nella capitale verranno rafforzati i controlli in tutti i principali scali ferroviari e negli aeroporti, saranno monitorati gli ingressi delle principali stazioni per individuare eventuali gruppi in arrivo. Sotto la lente anche i caselli autostradali.

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La rabbia e le proteste

Controlli rafforzati e allerta massima per possibili blitz. A due giorni dall'introduzione dell'obbligo di Green pass per scuole, treni, aerei e bus a lunga percorrenza, il Viminale alza il livello di attenzione e monitora anche gli scali aeroportuali per evitare che le proteste superino livelli di guardia. Segnali di tensione che sono confermati da una serie di episodi. A Genova l'infettivologo del San Martino, Matteo Bassetti, è stato inseguito e minacciato da un uomo di 46 anni. L'aggressore, denunciato dalla polizia per minacce gravi, lo ha incontrato per strada e ha iniziato a inseguirlo riprendendolo col telefonino e urlandogli: «Ci ucciderete tutti con questi vaccini e ve la faremo pagare». Dal canto suo Bassetti chiede «la tutela dello Stato». «Non voglio scorte, voglio che lo Stato punisca le persone che minacciano», afferma l'infettivologo.

Le novità dal 1° settembre

Dal primo settembre, dunque, si allarga l'obbligo del certificato verde. Dopo ristoranti, piscine, palestre, cinema, stadi e teatri, da mercoledì sarà necessario utilizzare il "pass" per entrare negli istituti scolastici ma anche per viaggiare. Il popolo del «no» è in fermento da giorni, pronto a manifestare. La minaccia è il blocco della circolazione ferroviaria. Via social in molti si stanno dando appuntamento: 54 le città in cui sono previste iniziative contro il passaporto vaccinale.

L'appuntamento per mercoledì

Nelle chat, sui Facebook e Instagram sono stati pubblicati dei volantini siglati «Basta dittatura». «Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno», il messaggio minaccioso che corre sulla rete. I manifestanti si sono dati appuntamento alle 14:30 in molte stazioni per una iniziativa, che a loro dire, dovrebbe concludersi in serata in modo «pacifico».

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Cosa cambia per chi viaggia

Intanto nelle stazioni sono partiti già da alcuni giorni gli annunci ai passeggeri sull'utilizzo del certificato. Per viaggiare sui treni Av, Intercity e Intercity notte serve avere il pass e occorre esibirlo insieme al biglietto quando passa il controllore. Fs ha sottolineato, inoltre, che anche in fase di prenotazione del biglietto e del posto si dovrà dichiarare di essere provvisti del certificato e dichiarare inoltre di impregnarsi nel caso di sintomi riconducibili al Covid negli otto giorni successivi al viaggio, di comunicarlo alla Asl competente. Chi ha già acquistato un biglietto nei giorni precedenti all'entrata in vigore delle nuove regole e non intende più viaggiare perché sprovvisto, può richiedere il rimborso del biglietto entro il 30 settembre.

Il «pass» sarà necessario anche per salire sugli aerei, sulle navi e sui traghetti. Obbligatorio anche sugli autobus di linea che collegano regioni diverse, o quelli a noleggio con conducente. Ad effettuare i controlli saranno i gestori dei servizi. Multa da 400 a mille euro per chi sarà sorpreso senza. Nessun obbligo per i collegamenti con le isole minori e per lo Stretto di Messina, per bus e metropolitane del trasporto pubblico locale e per bus e treni regionali. Su tutti i mezzi la capienza salirà dal 50 all'80%, sia in zona bianca che in zona gialla.

 

I problemi di ordine pubblico

Sul fronte dell'ordine pubblico il Viminale monitora costantemente le iniziative organizzate ormai quotidianamente dai «no pass». Il ministero, comunque, assicura come «sempre la libertà di manifestare pacificamente nel rispetto delle regole ma non saranno ammessi atti di violenza e minacce». Il riferimento è alla nuovo aggressione ad un giornalista avvenuta oggi, dopo quella di sabato ad ai danni di una cronista della Rai. Un videomaker di Repubblica è stato malmenato da un manifestante nel corso di un sit-in contro organizzato dal Coordinamento nazionale docenti Ata davanti al Ministero dell'Istruzione. «Mi ha colpito alla faccia con 4-5 cazzotti - ha raccontato il cronista - dopo avermi minacciato».

L'uomo, 57 anni, è stato identificato e denunciato. Essendo detentore di armi gli agenti hanno proceduto in via cautelare al ritiro, nonché alla sospensione della licenza. Solidarietà ai giornalisti è stata espressa da ministri e mondo della politica. «Non è accettabile che manifestazioni pubbliche, talvolta neanche autorizzate, diventino il pretesto per la caccia ai giornalisti, il cui dovere è informare l'opinione pubblica», afferma Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa. Domani sit-in dei videomaker a Roma. Proprio su questi episodi nei prossimi giorni il ministro dell'Interno convocherà il Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.

 

Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 00:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA