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Autostrada Lazio-Abruzzo: i pedaggi potrebbero quadruplicarsi in pochi anni. I sindaci: «Allibiti»

Mercoledì 13 Aprile 2022 di Antonio Scattoni
Il casello di Roma Est, ingresso e uscita dell'autostarda che da Roma va in Abruzzo e viceversa

Si inasprisce sempre di più la lotta contro il boom pedaggi sull’autostrada A24 e A25 dopo una notizia che ha quasi dell’incredibile. Cento sindaci di Lazio e Abruzzo hanno appreso che gli aumenti in programma dal 1° luglio potrebbero essere solo una assaggio e che entro il 2030 potrebbe concretizzarsi una stangata del 375%. E’ tutto contenuto in un piano economico presentato dal commissario ad acta nominato per dirimere un contenzioso tra la Strada dei Parchi, concessionario dei due tronchi autostradali, e il Ministero dei Trasporti. «La proposta presentata dal commissario ad acta Sergio Fiorentino – dice Vela Nazzarro, sindaca di Carsoli e coordinatrice del Comitato – è assolutamente inaccettabile. Ci stiamo già battendo da mesi contro l’aumento del 34% del pedaggio che scatterà il 1° luglio e ci sembra inaudito proporre un nuova stangata di questa portata. Ci chiediamo se qualcuno abbia veramente compreso in che situazione ci troviamo. Noi diciamo stop agli aumenti, chiediamo la messa in sicurezza delle due autostrade e un incontro con il governo per definire una questione che ha portato solo all’aumento dei pedaggi e ad una totale assenza di programmazione e di investimenti per una arteria strategica per il Lazio e l’Abruzzo».


Contro il piano che prevede la stangata del 375% dei pedaggi - una mazzata senza precedenti per i pendolari di Roma, Tivoli, Castel Madama, Carsoli, Subiaco, Valle dell’Aniene, L’Aquila, Avezzano e Pesacara - si è schierato anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio che ha scritto a Draghi. La patata bollente dell’A24 e A25 è ormai passata dal Ministero dei Trasporti al tavolo del governo. Per rappresentare le ragioni dei territori dei 100 sindaci e ben 51 parlamentari di tutti i partiti, dal Pd a Fratelli d’Italia, eletti nel Lazio e in Abruzzo, hanno chiesto un incontro al Presidente del Consiglio. «Le citate tratte autostradali- scrivono in coro i parlamentari - rappresentano una infrastruttura strategica tra i versanti Tirreno e Adriatico». Il Comitato dei 100 sindaci torna di nuovo in piazza e chiede ai suoi deputati e senatori di unirsi alla lotta. Il primo appuntamento è dopo Pasqua, il 23 aprile, davanti a 12 caselli autostradali di Lazio e Abruzzo per dire stop a tutti gli aumenti. Un’altra manifestazione è prevista per il 7 maggio. In 14 anni il rincaro della tariffa autostradale è stato del 187 % e con il salasso del 1° luglio un pendolare potrebbe spendere 700-800 euro in più all’anno.

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