Rifiuti a Roma, protesta al Pigneto: «La nostra salute è a rischio»

Giovedì 22 Luglio 2021 di Laura Bogliolo
Rifiuti a Roma, protesta al Pigneto: «La nostra salute è a rischio»

Prima l'hashtag dal corona virus al colera, poi lo slogan La grande monnezza. Abitanti e commercianti del Pigneto, ma non solo, ieri si sono incontrati a piazza Nuccitelli in una assemblea pubblica, spontanea, nata per discutere il tema dell'emergenza rifiuti. Portare via subito i rifiuti ammassati davanti ai cassonetti, «una differenziata spinta» ed «economia circolare» i tre punti dell'incontro organizzato tra semplici cittadini del quadrante Est, tra i più colpiti dai problemi relativi alla raccolta dei rifiuti. «L'incontro di oggi è un momento importante di democrazia e partecipazione - ha detto Eva Vittoria Cammerino, portavoce di Pigneto Pop, giovane attivista, tra gli organizzatori dell'assemblea e della manifestazione - Non si può continuare ad accettare che Roma Est sia trattata come una bidonville annullando completamente il diritto alla salute sancito dalla Costituzione».

 

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Le richieste

Quello di eri è stato il terzo incontro in realtà. Il 9 luglio si erano dati appuntamento al cinema Aquila per parlare del «dramma rifiuti strutturale, sistemico, endemico arrivato al capolinea e che si configura come un attentato alla salute pubblica». Tra le richieste che erano arrivate c'erano «il rinnovamento delle postazioni di raccolta di strada, nuovi cassonetti con spazio adeguato e informazioni chiarissime sulle modalità di utilizzo e gestione, riorganizzazione e trasparenza, informazioni sulla raccolta rifiuti degli esercenti». Insomma a Roma Est, si sta lottando «per la nostra salute e quella del nostro pianeta».
Eleonora, residente, parla di «economia circolare perché i rifiuti possono diventare una risorsa, alimentano un ciclo che non provoca degrado ma ricchezza». Protestano i residenti, ma anche tanti commercianti che registrano «gravi problemi nella raccolta dei rifiuti nei propri negozi». Tempo fa, è stata una negoziante a largo Preneste a mettere nei secchioni vuoti i sacchetti non raccolti creando una sorta di varco per consentire agli abitanti di raggiungere i cassonetti. Perché, chi mai vorrebbe calpestare qualche metro di immondizia maleodorante per esercitare il diritto di utilizzare i secchioni? A poca distanza c'era chi indossava guanti. «Con altri volontari stiamo pulendo via degli Ubertini - ha spiegato Ofelia Del Duca, fondatrice del gruppo Facebook Sei del Prenestino Doc - siamo stanchi di aspettare l'Ama». L'assemblea ha dato appuntamento il 27 luglio davanti al Ministero della Transizione Ecologica per aprire un dialogo. «Sono due anni che diciamo che Roma si deve dotare di un sito dove conferire i rifiuti perché i cittadini di Viterbo, di Frosinone, di Albano, dell'Emilia Romagna, della Lombardia, dell'Abruzzo, della Puglia si sono rotti di prendere la monnezza che Roma non riesce a mettere sul proprio territorio» ha detto ieri il presidente della Regione Zingaretti.

 

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