No vax, rivolta dei medici di base: «Esposto in Procura per minacce, pressioni e offese»

Depositatele segnalazioni. «Violenza privata e interruzione di pubblico servizio dai non vaccinati»

Venerdì 28 Gennaio 2022 di Camilla Mozzetti
No vax, rivolta dei medici di base: «Esposto in Procura per minacce, pressioni e offese»

Fossero solo le offese, ci sarebbero passati sopra. Ma alle voci grosse i pazienti no vax hanno aggiunto anche le minacce - neanche troppo velate - e le e-mail firmate dagli uffici legali in cui si chiede ai medici di famiglia di prescrivere il vaccino contro il Sar-Cov-2 e assumersi i rischi di eventuali reazioni avverse. Non solo. In alcuni ambulatori si è anche rischiata l'interruzione di pubblico servizio perché i no vax oltre ad alzare la voce hanno tenuto in balia camici bianchi ed altri pazienti per ore creando confusioni che per un soffio non sono degenerate in vere e proprie risse.

No vax, minacce ai medici di base

 

Da qui l'esposto della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia del Lazio, presentato ieri in Procura. Perché «Atteggiamenti del genere da parte dei mutuati che rifiutano il vaccino - spiegano Giovanni Cirilli e Pier Luigi Bartoletti, rispettivamente segretario della Fimmg Lazio e segretario provinciale della Federazione a Roma - non solo possono figurare i reati di violenza privata ma anche quello di interruzione di pubblico servizio per tutti i pazienti che aspettano negli ambulatori e non possono essere visitati».

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I trucchi dei no vax per sfuggire il percorso di immunizzazione anche a fronte dell'obbligo per gli over 50, vanno ormai avanti da settimane e su questi si è acceso il faro dell'Ordine dei medici ma anche dei militari del Nas, avvistati in più ambulatori specialistici al fine di chiarire il fenomeno della crescita delle esenzioni. Ma al fianco crescono anche gli atteggiamenti più violenti.
«RICHIESTE ILLEGITTIME»
Uno su tutti, la pretesa da parte di alcuni pazienti di farsi prescrivere il vaccino dal medico che deve anche assumersi la responsabilità di un eventuale reazione avversa. «Una richiesta del tutto anomala nonché illegale - puntualizza Olindo Cazzolla, avvocato della Fimmg Lazio - e del tutto fuori legge». Decine di medici di famiglia, soprattutto dell'Asl Roma 1 e della Roma 2, hanno ricevuto richieste avanzate anche in modo «intimidatorio - prosegue il legale - con e-mail perentorie, messaggi ripetuti e incalzanti, telefonate e, non ultime, vere incursioni negli studi con parole grosse e insulti». Il fenomeno si sta diffondendo non solo nella Capitale ma, a macchia di leopardo, in tutta la Regione. Anche a fronte dei numeri che, seppur notevolmente inferiori rispetto alla media di altre Regioni, raccontano la presenza di un nutrito gruppo di persone non ancora vaccinate: 90.653 solo quelle dai cinquant'anni in su soggette all'obbligo.

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«Il nostro esposto in Procura - conclude Bartoletti - denuncia una situazione che negli ultimi giorni è cresciuta a dismisura e non più accettabile. Occorre uno stop deciso e chiediamo un l'intervento delle istituzioni, a tutela non solo dei medici, molto provati in questo periodo, ma di quei cittadini che necessitano veramente di cure e che trovano medici distratti da tali atteggiamenti, e non parliamo solo dei medici di famiglia, ma di tutti i professionisti che operano in strutture ambulatoriali ospedali e pronto soccorso». I nuovi positivi intanto iniziano a scendere anche se la quota supera ancora le 10 mila unità.

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LA GIORNATA
Ieri i casi accertati in tutta la Regione sono stati 13.467 e se diminuiscono i ricoveri e gli ingressi in Terapia intensiva - 2.299 i degenti totali - aumentano i decessi. Ventotto quelli di ieri con una crescita di 10 morti sul giorno precedente. L'assessore alla Sanità regionale, Alessio D'Amato, ha fatto sapere che «la variante Omicron ormai è prevalente a quota 95%». Dirimente è la vaccinazione e per questo ieri all'Auditorium Parco della Musica è stato inaugurato l'hub pediatrico per i piccoli da 5 a 11 anni. «Sono i numeri a dirlo che il vaccino rende sicuri i bambini e le bambine, dandogli il diritto di giocare e divertirsi in sicurezza e soprattutto, di non ammalarsi per questo maledetto virus - ha commentato il Governatore Nicola Zingaretti - Il problema è il virus e il vaccino li libera, li difende e li protegge. Quindi faccio un appello: portate i bambini a vaccinarsi, iscriveteli, per dar loro sicurezza e libertà».
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 11:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA