Riaprono i musei, la storia di Piero: «Io, il primo visitatore, in crisi d'astinenza dall'arte»

Martedì 19 Maggio 2020 di Laura Larcan
Il primo visitatore dei musei di Roma (e d'Italia) è stato lui, arrivato alle 9 in punto. Tutto elegante, giacca, cravatta e mascherina. «Volevo essere all’altezza della giornata, era giusto vestirsi bene. Entrare in un museo significa entrare in un mondo di bellezza, dove c’è il meglio di quello che i grandi del passato ci hanno potuto lasciare. E ne sentivo tantissimo la mancanza». Piero Tucci, romano, ex insegnante, 65 anni, è stato il primo a varcare la soglia della Galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea di Roma che il 18 maggio, in pole position in Italia, ha riaperto al pubblico dopo il lungo lockdown per il coronavirus.
 
 


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Nella giornata tanto attesa per la ripresa anche della cultura italiana, il più contento di tutti era il signor Piero Tucci, arrivato in bicicletta direttamente dal suo quartiere, l’Appio Latino: «Mi mancava tanto questo museo, volevo essere presente oggi. Ho un legame affettivo: mio papà ha lavorato qui come custode. E qui mi portava tutte le domeniche. Sono praticamente cresciuto in queste sale. E oggi è una giornata di grande emozione». Sono i cittadini, in fondo, che ora si riappropriano dei luoghi d’arte. Parcheggiata la bicicletta sul viale delle Belle Arti, ha "scalato" la grande scalinata della Galleria, si è disinfettato le mani con il gel igienizzante allestito all'ingresso ed è entrato per rivedere le "sue stelle".

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«Ci tenevo a venire in galleria - racconta Piero Tucci - perché c'è una delle collezioni più belle di arte dell'800 e del '900. E poi avevo bisogno di rivedere Van Gogh. Il Giardiniere è una delle opere che mi piace di più. Van Gogh l'ha dipinta in un periodo in cui era malato e ricoverato nell'istituto psichiatrico. Eppure, doveva essere sereno, perché dipinge di verde il volto del personaggio. Un colore simbolico. Come se volesse dirci che se l'uomo vive a contatto con la natura, nel rispetto dell'ambiente, può essere felice. In fondo, è un'opera che ci insegna molto in questo momento storico di pandemia». Non si fermerà alla Galleria di Valle Giulia, Piero. «Domani andrò a rivedere i Musei Capitolini. La riapertura dei musei a Roma è il segno della ripresa di questa città. La cultura può, e deve, dare la spinta per la ripresa». Si vestirà bene e andrà in bicicletta. Ultimo aggiornamento: 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA