Multe cancellate a Roma, i nomi dei furbi: dall'amico del boss al figlio dell'ex ministro

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Multe cancellate, i nomi dei furbi: dall'amico del boss al figlio dell'ex ministro

di Michela Allegri

Dipendenti del Campidoglio, tanti. Ma anche personale del Senato, della Camera, della presidenza della Repubblica e del ministero della Difesa. Il figlio di un ex ministro, una principessa romana. E ancora: il braccio destro di Massimo Carminati, Riccardo Brugia, e la sua compagna, Annalisa Ugazio. Un dipendente dell'Ordine di Malta, una giornalista della Rai, commessi di negozi in pieno Centro e dipendenti di locali di piazza Venezia e di via del Corso. Ecco i furbetti finiti sotto inchiesta per lo scandalo Multopoli, le migliaia di contravvenzioni cancellate da quattro funzionari e dirigenti del dipartimento Risorse economiche del Comune di Roma, indagati per truffa e falso insieme a 193 beneficiari del trattamento di favore, tra i quali c'è anche il patron della Lazio, Claudio Lotito.

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LA LISTA Nella lista anche Angelo Gava, figlio dell'ex ministro Antonio Gava. E almeno una decina persone che - è scritto negli atti - risultano percepire redditi da Roma Capitale. Come Damiano Colaiacomo, manager regionale impiegato in Arsial ed ex direttore del Dipartimento risorse umane del Comune. E poi Gloria Bianchin, impiegata a Roma nell'ufficio Servizi per la mobilità. E ancora: Antonio Esposito, Patrizia De Latte - in pensione -, Fabio e Francesco Bagnato - il secondo è pensionato -, Stefano Masselli. Sotto inchiesta anche la principessa Caterina Torlonia, Giovanna Parlato, dipendente della presidenza del Consiglio dei ministri, Stefano Santoro, dipendente della presidenza della Repubblica, Christian Tirati, che risulta percepire redditi dal ministero della Difesa, così come Annamaria Proto. Tra i beneficiari, anche Filippo Branchesi, pensionato che era in servizio al Comune di Fiumicino, Rodolfo Anastasi, candidato con Casapound nel 2017 al X Municipio, e persino un'ambulante del Centro storico, Enrica Gattegna.
 


Riccardo Brugia, braccio destro del boss di Mondo di mezzo, condannato a 11 anni e 4 mesi di reclusione del maxiprocesso di Rebibbia, si sarebbe fatto cancellare una multa da circa 140 euro. Anche la sua compagna avrebbe beneficiato dei servigi dei dipendenti capitolini infedeli. Tra gli indagati, anche un'impiegata del bar Ciampini, di piazza San Lorenzo in Lucina. Nel decreto di sequestro si legge che alcune contravvenzioni annullate riguardano veicoli «intestati a ditte esercenti attività economiche, come la società Ciampini» e ad alcuni membri della famiglia Ciampini, che però non risultano nell'elenco degli indagati.
I numeri dell'inchiesta Multopoli, coordinata dal pm Francesco Dall'Olio e dalla Guardia di finanza, sono da record: dal 2008 al 2014 sarebbero state cancellate contravvenzioni per circa 18 milioni di euro. All'inizio gli indagati erano più di 400, ma gli inquirenti hanno deciso di concentrarsi solo sugli illeciti commessi a partire dal 2012, perché i casi precedenti risultano prescritti.

IL SEQUESTRO
Due giorni fa, le Fiamme gialle hanno sequestrato più di un milione di euro. Lotito è accusato di avere spacciato per auto utilizzate per la sua scorta delle vetture, intestate a due sue società, usate invece per servizi aziendali. In questo modo, avrebbe ottenuto la cancellazione di sanzioni per circa 26mila euro, cifra che è stata sequestrata. A coordinare il mercato parallelo delle multe, per l'accusa, sarebbe stato Pasquale Libero Pelusi, ex direttore del Dipartimento risorse economiche del Campidoglio, le sue due segretarie, Laura Cirelli e Maria Rita Rongoni, e Patrizia Del Vecchio, funzionaria. Indagati anche un carabiniere in pensione e un poliziotto. I pubblici ufficiali avrebbero annullato in modo illegittimo migliaia di contravvenzioni facendo un favore ad amici, parenti e ai vip della Capitale che, girando in macchina tra le strade del Centro, avevano attraversato senza preoccuparsene i varchi Ztl. Per giustificare la cancellazione, avrebbero usato diversi escamotage: firme false, documenti taroccati e macchine di privati cittadini fatte passare come vetture utilizzate per servizi di polizia giudiziaria.
 
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Mercoledì 30 Gennaio 2019, 08:08






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