Roma, Matone già pensa al programma: «Subito case per i papà separati»

Sabato 12 Giugno 2021 di Francesco Pacifico
Roma, Matone già pensa al programma: «Subito case per i papà separati»

Nel suo programma ci sono già le case famiglie anche per i papà separati. Le municipalizzate, come del resto tutta la macchina amministrativa del Campidoglio, sono da rivoltare come un calzino nelle parti in cui non funzionano. E da utilizzare per dare servizi ai più bisognosi.

«Ho mamma testaccina e papà del Trionfale. Il mio amore per Roma è immenso, ma voglio un ruolo vero per cambiare questa città che amo, che non odora soltanto di rifiuti». Niente vice, allora. Parola di Simonetta Matone, da ieri ufficialmente candidata prosindaca - «non vicesindaca» - con Enrico Michetti.

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Parole che la sostituta procuratore presso la corte d'Appello di Roma - sta per presentare domanda per l'aspettativa dalla magistratura - ripete a chi la chiama e che ha scandito, in quest'ordine, anche con Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, quando le hanno chiesto di impegnarsi con il Centrodestra per la corsa per Roma. E non a caso ha già ottenuto deleghe importanti («Mi occuperò di sociale e municipalizzate») e uno status paritario nella tolda di comando - se saranno eletti - con Michetti.
IL TIRA E MOLLA
Un modo per dimenticare lo stallo e il lungo tira e molla che ha dilaniato il centrodestra sui loro nomi. Sì, perché mentre Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia si affannano già da ieri pomeriggio per scrivere il programma, lei sa già che cosa andrà a fare. «Da magistrato - ha spiegato - conosco la macchina amministrativa e nelle partecipate so che cosa vuol dire buone pratiche per velocizzare le gare o per risparmiare sugli acquisti». Tajani, non a caso, ha parlato di «un controllore per il rispetto delle norme nelle aziende pubbliche». Quasi un commissario. Vuol dire riorganizzazione del lavoro, taglio dei tempi della burocrazia, ma anche trasparenza. «Va ribaltato - ha aggiunto il magistrato - tutto quello che non va in questa città come nelle controllate».


Poi c'è il sociale, il desiderio di «spazzare via la città degli ultimi». In forza per anni al Tribunale dei minori, ha spiegato che «bisogna rafforzare le case famiglie per le donne e i bambini, ma questo è soltanto il primo passo». Nel suo programma servizi di accompagnamento anche sul fronte psicologico e voucher per favorire la maternità. «Eppoi ci sono i papà separati, i dimenticati, che hanno perso la dignità, vivono nelle loro auto e non possono vedere i figli. Anche per loro il Comune deve provvedere alla loro sistemazione».
Ma sociale vuol dire anche fondi, che mancano per questo dossier. «Bisogna coinvolgere di più le associazioni, ma anche chi ha avuto più dalla vita». Tradotto, istituzionalizzare sul modello delle charity anglosassoni le donazioni dei grandi imprenditori. «Anche le nostre partecipate potrebbero lanciare servizi per i più deboli».

 


Fdi, Forza Italia e Lega stanno discutendo se candidarla come numero uno in una delle loro liste. Ieri il magistrato - fasciata in un lungo abito blu con fiori e damaschi - alla presentazione del ticket al Tempio di Adriano ha fatto già capire le sue intenzioni e il suo perimetro di azione. Tanti sorrisi verso Michetti - i due si sono conosciuti a casa sua per la prima volta 48 ore fa - e un chiaro segnale ai leader del centrodestra. «Io sono a disposizione prima di Roma, poi dell'intera coalizione, non di uno o di quell'altro partito. Nella mia carriera tutti i ruoli che ho ricevuto dalle istituzioni li ottenuti non per logica di appartenenza, ma per un rapporti di fiducia che ho creato. Dovrebbe saperlo Letta, fu lui a nominarmi capo del Dipartimento degli Affari di giustizia, lo stesso ruolo che fu di Giovanni Falcone». Enrico Letta, che aveva criticato la candidatura da parte del centrodestra di magistrati a Roma e a Napoli. «Non sono mica la sola. A sinistra è un'abitudine comune».
È pronta quindi a una campagna elettorale dura, vuole seguire Michetti in ogni angolo di Roma. Ma intanto è felice dei rapporti politici che si sono creati. «Con Enrico si lavora sodo e si scherza. In Giorgia ho trovato una donna di carattere come me. Salvini ha dalla sua la voglia di fare. Antonio è un perfetto uomo delle istituzioni».
 

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