Colpito per errore in sparatoria a Roma, il papà di Manuel: «Ho paura che resti paralizzato»

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Colpito per errore in sparatoria a Roma, il papà di Manuel: «Ho paura che resti paralizzato»

di Camilla Mozzetti

«Mio figlio si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, non riesco a credere che nel 2019 accadano cose del genere, quello che spero ora è che Manuel non resti paralizzato». Franco Bortuzzo è nel cortile dell'ospedale romano San Camillo. Lo sguardo stanco e spaventato. Fa avanti e indietro tra l'ingresso e il padiglione Lancisi dove i medici dell'equipe neurochirurgica del professor Alberto Delitala hanno operato il figlio rimuovendo la pallottola che lo ha prima colpito al polmone conficcandosi poi nell'undicesima vertebra della colonna.

Signor Bortuzzo, dalla ricostruzione degli inquirenti, suo figlio è stato colpito per sbaglio...
«È assurdo ma è quello che mi hanno detto. Da noi a Treviso cose del genere, sparatorie in strada, non sono mai avvenute. Sono arrivato a Roma con gli altri miei tre figli non appena la guardia di finanza mi ha chiamato per dirmi cosa era successo a Manuel, spero ora che il suo futuro come atleta non sia compromesso».

Per quale motivo suo figlio si trovava a Roma?
«Manuel, come i suoi fratelli, nuota da quando era piccolo e sogna di entrare nella Nazionale. Per questo da 4 mesi era qui, per allenarsi e proiettarsi in un futuro che ama molto. Io come padre l'ho sempre sostenuto e spero che possa tornare a nuotare. Oltre alla preoccupazione resto spiazzato da quello che è successo in questa città».
 
 

 
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Lunedì 4 Febbraio 2019, 07:30






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