Luigi Ramacci, l'edicolante morto di infarto dopo aver inseguito un ladro: tragedia a Roma

La vittima l'ha inseguito e fermato, poi il malore

Venerdì 4 Febbraio 2022 di Alessia Marani
Luigi Ramacci, l'edicolante morto di infarto per inseguito un ladro: tragedia a Roma

Ha approfittato di un momento di distrazione, mentre Luigi Ramacci, 64 anni, dopo avere aperto la porta dell'edicola al Portuense stava sistemando la vetrina, per entrare all'interno, frugare nel fondocassa e fuggire via con poche decine di euro, quasi tutti spicci. Un'incursione fulminea. Gigi che non è il proprietario dell'edicola ma va a dare una mano e a fare compagnia ai titolari, ha urlato, si è lanciato all'inseguimento del bandito, un italiano sui quarant'anni, alto 1,80, agile, capelli brizzolati e barbetta, fino addirittura a fermarlo grazie all'intervento del benzinaio che lavora nell'impianto di fronte. Salvo poi lasciarlo andare via dopo averlo trattenuto e recuperato la somma.

Luigi Ramacci, morto per inseguire un ladro

 

Poco dopo, però, è arrivato il dramma: Luigi, affaticato, inizia a sentirsi male fino ad accasciarsi al suolo, stroncato da un infarto. A ricordare quei momenti è Vincenzo, il cognato della titolare della rivendita, che ogni mattina staziona lì accanto vendendo fiori. «Erano da poco passate le 7, ho trovato Gigi sconvolto, mi ha raccontato del furto, della fuga e dell'inseguimento - spiega -. Mi è sembrato molto stanco, sudava freddo, gli ho chiesto se si sentisse bene, se avesse bisogno di una ambulanza, ma lui mi ha detto di non preoccuparmi, che era meglio andarci a prendere un caffè».

I due vanno al bar poi tornano all'edicola. Gigi dapprima si siede, «volevo portargli acqua e zucchero - racconta ancora Vincenzo - ma non ho fatto in tempo, l'ho ritrovato a terra dentro il gabbiotto. Mi sembra un brutto sogno, eravamo come fratelli».

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IL QUARTIERE
Nella mattinata il via vai di clienti e amici davanti all'edicola all'incrocio con via degli Irlandesi è continuo. Tutti ricordano Luigi come una persona generosa, disponibile, incapace di fare del male e grande è la rabbia: «È morto per colpa di un balordo. E se pure lo prendono, che gli possono fare? Nulla», il refrain.
Ramacci si arrangiava con mille commissioni e dava una mano in edicola. «Non aveva più una casa sua - spiega una parente della titolare - ma poteva andare a dormire da due signore anziane qui vicino, poi però passava la giornata all'edicola. In questi giorni mia nuora è malata e lui ci faceva la cortesia di aprire».

Marco e Grazia del bar Giannangeli sono affranti: «Gigi era un pezzo di pane. Non aveva figli, non si era sposato. Aveva fatto il camionista ma anche lavorato negli studi di canale 5 ed era orgogliosissimo di sua sorella, morta qualche anno fa, l'attrice Adriana Rame, molto nota come protagonista di fotoromanzi negli anni 60 e 70». Il mondo di Ramacci, originario di Alghero (SS), era tutto in quel quadrilatero di strade e palazzine tra l'edicola, il bar, la farmacia, la gelateria e il benzinaio. «Se quel ladro glieli avesse chiesti dei soldi, lui glieli avrebbe dati. Aiutava chiunque», ricorda ancora Vincenzo.

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ORE CONTATE
Sul caso indagano i carabinieri di Vigna Bonelli, anche se è difficile dimostrare un collegamento diretto tra il furto e la morte del 64enne, avvenuta dopo circa un'ora. Al vaglio dei militari le immagini di videosorveglianza dei negozi e della banca di fronte. Il fuggitivo sarebbe stato visto salire, senza la mascherina e con una busta in mano, su un autobus in direzione Marconi e avrebbe le ore contate.

 

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 14:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA