Ladispoli, il papà-eroe muore per salvare i figli travolti dalle onde: aveva 64 anni

Giovedì 5 Agosto 2021 di Stefano Cortelletti e Emanuele Rossi
Ladispoli, padre-eroe muore per salvare i figli travolti dalle onde

I suoi figli piccoli in acqua in balia delle onde spinte dalla forte corrente di libeccio verso la scogliera. Non ha perso un solo secondo per tuffarsi, così come i tre bagnini dello stabilimento a fianco. Un atto eroico pagato con la sua stessa vita. Tragedia a Ladispoli ieri pomeriggio intorno alle 16 nel tratto di spiaggia libera di via Marina Torre Flavia. Un punto maledetto dove i salvataggi sono all’ordine del giorno per via della risacca e degli scogli e dove i bagnini degli stabilimenti vicini sono costretti agli straordinari, ogni volta. Solo che ieri non c’è stato nulla da fare per Massimo Armeni 64enne romano, di Castel di Leva, in villeggiatura con la famiglia. Erano in spiaggia da soli dieci minuti. I due figli, una bambina di 7, Ludovica e il fratellino di 9 anni, Riccardo, sono stati portati al Gemelli in codice rosso con l’eliambulanza assieme alla madre, Carla. Per fortuna sono fuori pericolo. Il velivolo per il vento è stato costretto ad atterrare su un terreno nei pressi di un ex rimessaggio. A nulla purtroppo sono valsi i tentativi di rianimare il padre da parte dei soccorritori del 118 intervenuti con l’ambulanza e l’automedica, pronti anche al massaggio cardiaco, praticato per circa un’ora, sotto gli occhi di centinaia di persone, che però non ha portato agli effetti sperati. La moglie avrebbe cercato di aiutare il marito. 

 

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Lo choc

Sotto choc anche i bagnini. Uno dei tre, Francesco Crimaldi, è finito al pit di Ladispoli sulla via Aurelia per fortuna senza conseguenze serie. Anche gli altri due si sono tuffati in mare, il capo assistente Mauro Antonini, che ha praticato la respirazione bocca a bocca e Mohamed Oaussi, per tutti “Gigi”. Indagini affidate alla Polizia Municipale di Ladispoli e alla Capitaneria di porto di Ladispoli-San Nicola, con i rispettivi comandanti, Sergio Umberto Blasi e Strato Cacace, e i carabinieri della stazione locale di via Livorno pure giunti sul posto assieme ai volontari della Protezione civile “La fenice” in sinergia con la “Dolphin”, altra associazione impegnata da tanti anni sulla costa. 

 

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Sui 27 arenili pubblici di Ladispoli, compresa la frazione balneare di Marina San Nicola, non c’è il servizio di assistenza bagnanti, a differenza del passato. «Comune, Capitaneria di porto e forze dell’ordine – racconta Albino Antonini, titolare de La Baia Beach – sono a conoscenza della pericolosità di questo tratto costiero. Noi cerchiamo di fare il possibile: quando ci sono emergenze i nostri non si tirano mai indietro». Ora resta da capire se Massimo Armeni sia deceduto per annegamento o per un malore. L’uomo, a quanto pare, aveva problemi cardiaci, aveva un bypass ed era in prossimità della riva quando è caduto esanime. Sarà eventualmente la magistratura di Civitavecchia a stabilire le cause del decesso. Un dramma che ha sconvolto la comunità. Interviene il primo cittadino di Ladispoli. «Un’azione eroica», dice Alessandro Grando.
Armeni, andato in pensione recentemente, abitava in un complesso di villette sulla via Ardeatina, nella Capitale. I vicini lo ricordano come «una gran brava persona», che amava il mare e probabilmente aveva intenzione anche di trasferirsi più a lungo nella cittadina sul litorale. 

Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 09:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA