Roma, «Troppo caldo lavorare al sole»: i vigili urbani vogliono i gazebo

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Roma, «Troppo caldo lavorare al sole»: i vigili urbani vogliono i gazebo

di Lorenzo De Cicco

Altolà al sudore, come diceva un vecchio spot. I pizzardoni romani abituati a stare «sotto il sole-sotto il sole» - ma non di Riccione, come canta Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti - chiedono uno scudo contro la calura estiva. Non se la sentono, insomma, di passare le ore di piantone senza un riparo. Ecco allora che alla Municipale è scattato l'allarme-caldo, con conseguente ordine di scuderia: affittate subito i gazebo. Sia come «protezione dalle alte temperature per le ore calde del periodo estivo», ma anche, chissà, in vista degli acquazzoni di là da venire, nei prossimi mesi, insomma per «le frequenti intemperie del periodo autunnale e invernale». Tutto annotato nero su bianco in una determina sfornata l'8 luglio scorso.


I gazebo anti-calura (che poi diventeranno anti-pioggia) saranno sparpagliati in diversi angoli della città, dalle piazze del centro storico, quelle più frequentate dai turisti, ma non solo. Le tende saranno montate perfino nei campi nomadi, le baraccopoli che gli agenti della Municipale devono tenere d'occhio. «Il personale della Polizia locale di Roma - si legge nel provvedimento appena varato - svolge attività di tutela della cittadinanza e di controllo sul territorio stazionando in postazioni fisse collocate all'interno del centro storico nelle vicinanze dei principali punti d'interesse turistico, oppure in prossimità dei campi nomadi, al fine di prevenire che non vengano messi in atto illeciti penali o amministrativi». E gli agenti, prosegue il documento, «trascorrono gran parte dell'orario di servizio su strada indipendentemente dalle condizioni atmosferiche». Tocca insomma porvi rimedio: c'è «necessità di un riparo». Per questo sono state ordinate «15 strutture a gazebo estendibili e ancorate a terra». Poi se l'esperimento funzionerà, sul modello dell'Esercito, ne arriveranno altri.

L'allerta meteo contagia anche gli uffici. Dove difatti la settimana scorsa sono stati noleggiati d'urgenza condizionatori portatili «tipo pinguino», per refrigerare l'attività di chi, tra i pizzardoni, passa il turno in ufficio (oltre un vigile su tre non è destinato ai servizi esterni, vecchia piaga Capitale su cui, va riconosciuto, l'attuale comandante, Antonio Di Maggio, sta intervenendo). L'aria condizionata, anni fa, è stata montata perfino nei gabbiotti stradali, quelli costati 8mila euro al pezzo e comprati nei primi anni Duemila, ma rimasti largamente inutilizzati. Nel senso che di vigili all'interno, se ne vedono pochissimi. Ne è nata anche una disputa sindacale, terminata col Tar che stabilì che quelle cabine non potessero essere considerate «luoghi di lavoro» veri e propri, ma «punti di appoggio». Però per l'aria condizionata si è continuato a spendere, almeno fino al 2016, quando vennero stanziati quasi 70mila euro per la manutenzione dei climatizzatori nei vari uffici e anche «all'interno delle cabine protettive dislocate sul territorio comunale».
 
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Sabato 20 Luglio 2019, 12:39






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