«Vuoi lavorare? Pagami». Finto militare a processo per truffa

L’uomo si presentava come carabiniere, una decina gli episodi di truffa contestati

Giovedì 10 Marzo 2022 di Francesca De Martino
«Vuoi lavorare? Pagami». Finto militare a processo per truffa

Per intascare poche centinaia di euro, tra il 2017 e il 2018, si sarebbe presentato il più delle volte come un maresciallo dei carabinieri o dell'esercito, con tanto di tesserino alla mano per dare prova del suo ruolo e avrebbe proposto lavori inesistenti ad almeno cinque vittime in cambio dei soldi necessari per comprare le marche da bollo utili per i contratti d'assunzione. In un altro caso avrebbe cercato, senza successo, di farsi prestare dei soldi, che in quel momento non aveva con sé, per acquistare un paio di scarpe. E, ancora, avrebbe promesso anche di regalare due condizionatori, a costo di avere solo la somma necessaria per sostituire la bomboletta del gas, per poi sparire nel nulla, guadagnando appena cento euro. Per questi fatti un 55enne romano, Sante Stracci, senza tetto, è finito a processo. Il pm Mario Pesci gli contesta i reati di truffa e sostituzione di persona, per almeno una decina di episodi dal copione simile. Per un solo caso, invece, l'imputato dovrà rispondere dell'accusa di furto aggravato.

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LE ACCUSE
I fatti contestati dalla Procura si sarebbero consumati tra il 2017 e il 2018. Il 17 gennaio del 2017 il 55enne, secondo quanto ricostruisce l'accusa, avrebbe fermato una signora di 69 anni presentandosi come maresciallo dell'Esercito con la scusa di proporle un lavoro inesistente in una presunta pizzeria di sua proprietà. La donna si sarebbe dimostrata disponibile ad accettare l'impiego e, così, l'imputato le avrebbe chiesto 100 euro indispensabili per formalizzare le pratiche dell'assunzione «procurandosi in tal modo un ingiusto profitto con altrui danno», scrive nel capo d'imputazione il pm titolare delle indagini, Francesco Cascini. Soli pochi giorni dopo, il 24 gennaio dello stesso anno, si sarebbe rivolto a un uomo di 73 anni, presentandosi sempre come maresciallo dell'Esercito, per offrirgli un posto come dipendente nella presunta pizzeria di proprietà. La vittima, per i magistrati, anche in questo secondo caso avrebbe accettato la proposta e, a quel punto, l'imputato avrebbe chiesto la somma di 100 euro per formalizzare gli adempimenti burocratici necessari all'assunzione, «inducendo in errore la persona offesa la quale versava la somma richiesta».

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ALTRE TRUFFE
Nell'estate del 2017 invece, scrivono i pm nel capo d'imputazione, Stracci avrebbe ripetuto sempre lo stesso sketch: avrebbe detto alla persona offesa di essere un maresciallo dei carabinieri e si sarebbe offerto di regalare alla vittima, un 27enne, due condizionatori appartenenti a una sua casa in ristrutturazione. In cambio gli avrebbe dovuto dare cento euro per sostituire la bomboletta del gas. Il giovane, per la Procura, avrebbe creduto alla proposta e si sarebbe fidato dell'imputato fino a consegnare la somma richiesta, senza più rivedere l'uomo. Dal 2 febbraio 2018 il copione della truffa, per la Procura, si sarebbe arricchito di altri particolari. L'imputato, per i pm, si sarebbe fatto accompagnare dalla vittima, una 38enne, in una pasticceria in cui avrebbe dovuto comprare dei dolci per un rinfresco organizzato in caserma per la promozione di un suo collega. Ma, al momento del pagamento dell'ordine, avrebbe finto di aver dimenticato i soldi nell'auto di servizio e si sarebbe fatto anticipare 250 euro, per poi far perdere le sue tracce. Il 5 settembre 2018, invece, avrebbe rubato due paia di occhiali. A pochi giorni dal furto, sempre qualificandosi come carabiniere, avrebbe invece provato senza successo a chiedere a una 25enne di farsi prestare dei soldi per comprare un paio di scarpe.


 

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