Covid, allarme degli albergatori di Roma: «I piccoli stanno chiudendo»

Martedì 2 Marzo 2021
Covid, allarme degli albergatori di Roma: «I piccoli stanno chiudendo»

Un settore in ginocchio che torna a chiedere aiuto dopo l'Sos lanciato al presidente del consiglio Mario Draghi e a alcuni ministri. «Si pensa solo alle grandi catene di alberghi, i più piccoli - come i proprietari e gestori di affittacamere di Roma - stanno chiudendo, bisogna agire presto. Lo Stato ci abbandona». Il grido di allarme arriva dal Comitato spontaneo Albergatori Romani (rappresenta oltre 7000 posti letto su Roma distribuiti tra piccoli alberghi e affittacamere); chiede gli aiuti necessari per tutelare le piccole e medie imprese che costituiscono la maggioranza del settore.

«Gli alberghi italiani si trovano in grandissima difficoltà: chiusi ormai di fatto da un anno, non vedono arrivare gli aiuti più volte richiesti, mentre le associazioni di categoria continuano a rappresentare principalmente le necessità di pochi grandi gruppi alberghieri che, nella maggior parte dei casi, dispongono di asset immobiliari consolidati, dimenticandosi della piccola e media impresa - afferma la Presidente del Comitato Barbara Nardelli - Abbiamo bisogno ora che il nuovo decreto, il cui scostamento di bilancio è stato già approvato dal governo Conte, eroghi immediatamente i fondi perduti rafforzati, il credito di imposta all’80% per gli affitti per aiutare gli alberghi a superare una crisi senza precedenti, di cui non si ha memoria neanche in tempo di guerra. Attualmente il 70% degli alberghi italiani è in affitto, mentre il 30% è di proprietà; senza gli aiuti richiesti la maggior parte chiuderà».

«In tutto questo le associazioni di categoria hanno dimostrato di essere obsolete e distaccate dalla realtà: continuano a chiedere come primi aiuti necessari solo i mutui e prestiti agevolati a 20 anni e bonus 110% per le ristrutturazioni, aiuti che andrebbero solo al 30% degli alberghi di proprietà, facendo così passare in secondo piano le altre misure necessarie per la maggioranza degli albergatori, soprattutto i più piccoli – continua - La logica “Mors Tua Vita Mea “ appare per noi assolutamente superata e inopportuna: mai come oggi questa pandemia ha insegnato a tutti un nuovo e meraviglioso paradigma, unica chiave possibile di successo che è quella della cooperazione. Il nuovo paradigma è “ Vita Mea e Vita Tua” ossia aiutare tutti indistintamente, senza logiche discriminatorie o interessi corporativi” “Dobbiamo oggi più che mai tenderci una mano e collaborare, non lasciando indietro nessuno. E’ un investimento! Negli alberghi in locazione lavorano migliaia di persone nella sola Capitale. Un loro eventuale reimpiego, dovuto alla chiusura delle attività, sarebbe non solo molto difficoltoso, ma molto costoso per le casse pubbliche. Il fallimento delle aziende in locazione, infatti, inevitabilmente porterebbe al licenziamento, per ora bloccato, di centinaia di migliaia di lavoratori a livello nazionale, il cui sostentamento graverebbe sulle casse dello Stato sotto forma di ammortizzatori sociali”, conclude la Presidente del Comitato Albergatori Romani.

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