Coronavirus, Conte alle Regioni: «Ingiustificate iniziative autonome»​. Scontro con Fontana: «Offensivo»

Lunedì 24 Febbraio 2020 di Camilla Mozzetti
Coronavirus, Conte alle Regioni: «Ingiustificate iniziative autonome»​

Il coronavirus spaventa e crea allarme a tal punto che diverse Regioni, pur non registrando alcun caso sospetto, hanno assunto decisioni autonome. È il caso della Basilicata dove il governatore Vito Bardi ha firmato un’ordinanza per imporre l’auto-quarantena agli studenti universitari fuori sede iscritti in uno degli atenei di Lombardia e Veneto. Si tratta di una popolazione di circa 400 persone che se vuole rientrare, dovrà rimanere a casa per 14 giorni.

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Nelle Marche invece scatta il cortocircuito perché il governatore Luca Ceriscioli era pronto a emanare un’ordinanza che prevedeva la chiusura delle scuole salvo fare poi un passo indietro quando è intervenuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Bisogna evitare che i governatori adottino fuori dalle aree di contagio iniziative autonome non giustificate -specifica Conte dalla sede della Protezione civile - Non è possibile che tutte le regioni vadano in ordine sparso perché le misure rischiano di risultare dannose». A cascata, il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia in una lettera inviata ai presidenti di Regione, Anci e Upi: «Le ordinanze regionali non concordate saranno impugnate».

In “stand-by” anche un provvedimento della Regione Calabria. Sul territorio non ci sono casi sospetti ma la governatrice Jole Santelli ha messo a punto un'ordinanza che prevede lo stop a scuole e manifestazioni. Domani mattina alle 10 si dovrebbe riuscire a sciogliere il nodo su una linea comune di interventi che saranno verosimilmente varati dal governo al termine della Conferenza Stato-Regioni.

È scontro però con il presidente della Lombardia Attilio Fontana. «Irricevibile e, per certi versi, offensiva». Così il governatore giudica l'ipotesi del premier Giuseppe Conte di contrarre le prerogative dei governatori in materia di sanità. «Parole in libertà - aggiunge Fontana - che mi auguro siano dettate dalla stanchezza e dalla tensione di questa emergenza».

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Tuttavia, l'autodeterminazione tiene banco: sempre in Calabria il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha annullato la tradizionale fiera di San Giuseppe che si svolge ogni anno a marzo mentre il primo cittadino di San Vincenzo la Costa (in provincia di Cosenza) Gregorio Iannotta ha invitato tutti quelli che sono rientrati dai territori del Nord Italia della zona rossa all'autoisolamento in casa per 4 giorni, ordinando poi la chiusura di tutte le scuole per la giornata del 25 febbraio. Ecco l'Abruzzo che dopo averlo varato, ha annullato la disposizione di usare le mascherine per chi frenquenta gli uffici della Regione.

La Puglia si è fermata solo all'invito per chi rientra da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna a comunicare le proprie generalità all'Asl «al fine di permettere l'esercizio dei poteri di sorveglianza sanitaria». Intanto Nel carcere bolognese della Dozza, sono sospesi gli accessi di tutti i volontari e i colloqui dei detenuti con i familiari e terze persone.

LE QUARANTENE
Difficile al momento stabilire con precisione le persone che, sull'intero territorio nazionale, hanno adottato l'auto-quarantena. Il ministero della Salute non ha ancora formulato un censimento mentre i casi dovrebbero essere migliaia. Tra questi, 4 operai di Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, che sono rientrati in Sicilia da uno dei focolaio del nord Italia: un paesino vicino Vò Euganeo, nel padovano.
 


Si attendono poi gli esiti degli esami sui familiari di un'infermiera di 30 anni che abita a Piacenza risultata positiva al coronavirus. Padre, madre e nonna dell'infermiera - residente a Sorano (in provincia di Grosseto) sono al momento in isolamento.

ALLERTA DEI MEDICI
In quarantena però ci sono finiti anche i sanitari e la Federazione nazionale dei medici di medicina generale ha lanciato l'allarme soprattutto per le zone della Lombardia colpite dal Covid-19 «Nelle ultime ore - spiega la Fimmg - ben 7 medici di base sono stati posti in quarantena nel Basso Lodigiano e altri 2 a Bergamo. Nei giorni scorsi era stato ricoverato il medico di Codogno che aveva visitato il 38enne risultato positivo, mentre a Vò Euganeo, in Veneto, altri 3 medici di base sono in isolamento».

IL VOLTO DI MILANO
Un’altra città eppure sempre la stessa quella ai piedi della “Madonnina” che nell’emergenza del coronavirus cambia volto e si trasforma. Piazza del Duomo non è mai stata così deserta. Milano con le scuole chiuse, le lezioni universitarie sospese, i negozi aperti - ma in parte e solo in centro - con il coprifuoco scattato alle 18 per bar e locali di pubblica somministrazione, mette in atto le misure varate dal governatore Attilio Fontana insieme al ministro della Salute Roberto Speranza e si blinda.

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La maggior parte delle aziende e le multinazionali hanno in larga parte applicato lo “smart-working” per i propri dipendenti, la metropolitana semivuota ha continuato a garantire le corse ma gli utenti, pochi, indossavano tutti le mascherine. E mentre i supermercati si riempiono di persone si svuotano musei, fondazioni, gli uffici dell’anagrafe hanno registrano un -30% sugli afflussi dei cittadini e termina con un giorno d’anticipo la “Fashion week”. Anche il Tribunale si adegua invitando a organizzare le udienze «con distinti orari per la chiamata delle singole cause e delle procedure per l’effetto di sovraffollamento degli spazi (aule e corridoi)».

Ma come era prevedibile c’è anche chi ha provato ad approfittare dell’emergenza: in diversi comuni della Lombardia, rientranti nella zona rossa, alcuni finti volontari hanno bussato alle porte di diversi residenti spacciandosi per personale qualificato e incaricato di fare gli screening a domicilio. L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha invitato la popolazione «A non fare entrare nessuno senza aver richiesto l’invio di personale dell’Ats per fare gli esami». 
 

Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 01:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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