Coronavirus, le ostetriche: «La quarantena ha fatto aumentare i parti a casa, anche a Roma»

Sabato 18 Aprile 2020 di Carla Massi
Coronavirus, le ostetriche:«La quarantena ha fatto aumentare i parti a casa, anche a Roma»

L’isolamento e la paura del contagio da coronavirus fanno decidere alcune donne a partorire in casa. Anche nella Capitale. Un anno fa, marzo 2019, meno di dieci mamme hanno dato alla luce un bambino tra le mura domestiche facendo richiesta di rimborso alla Asl, lo scorso mese sono arrivate a 16. E chissà quante altre non sono censite perché non sono passate attraverso il servizio sanitario. Una piccola grande rivoluzione.

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«Non ce lo saremmo mai aspettato - commenta Iolanda Rinaldi presidente dell’Ordine della professione ostetrica di Roma - ma la situazione è cambiata. E con lei anche le scelte. Non escludo che nei prossimi mesi altre decideranno così. Anche se in ospedale è tutto organizzato in grande sicurezza. Certo non possiamo avere il contatto umano che normalmente ci aiuta a lavorare dal momento che siamo coperte da mascherine e visiere ma ci si adegua. A volte basta uno sguardo per capirci con le donne durante il travaglio. Ora è un po’ più complicato».

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E, per quelle che sono in gravidanza, raccontano le ostetriche (sono 21 mila e protestano perché si sentono dimenticate anche se due di loro hanno già perso la vita per il virus)le paure sono due: la solitudine e l’ipotesi contagio. Per questo, in tutta Italia, tra consultori e ospedali, sono stati attivati centri di ascolto e proposti corsi online di preparazione al parto. «Tutte, anche quelle che sono Covid positive, hanno felicemente partorito assistite insieme ai loro bambini - aggiunge Iolanda Rinaldi - C’è chi teme di andare a fare i controlli previsti e chi pensa di non poter allattare. Noi ci siamo prima e dopo il parto quando si torna a casa. Ora si devono placare i normali timori di una donna in gravidanza e anche le ansie generate da una situazione di questo tipo. L’isolamento, per molte, è davvero un grande ostacolo. Ma possono chiedere aiuto a noi».

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Purtroppo, aggiungono alla Federazione nazionale degli Ordini della professione di ostetrica, «nei decreti appena emanati noi non siamo tenute in considerazione anche se  siamo in prima linea come i medici, gli infermieri, i tecnici e gli operatori sanitari. Si è tutti sulla stessa barca, nessuno escluso. Siam professionisti che anche nell’emergenza e nell’urgenza assistono tutte le donne, in qualsiasi condizione: anche senza protezioni adeguate e con turni ininterrotti, mettendo a rischio della propria vita come dimostrato dalle colleghe che non ci sono più».
 

 

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