Blitz nel canile dei cacciatori a Roma. «Gabbie degli orrori, un lager per gli animali»

Giovedì 29 Luglio 2021 di Laura Bogliolo
Blitz nel canile dei cacciatori «Un lager per gli animali»

Alcuni erano costretti dentro piccole gabbie, altri invece come cucce utilizzavano bidoni di olio esausto o rifugi di legno marcio. Mangiavano poltiglia e acqua stantia e c'erano anche cuccioli tra quei cani costretti a vivere in un allevamento abusivo. Siamo tra Roma e Sacrofano, in mezzo alla campagna e domenica è scattato un blitz delle Guardie Zoofile Fare Ambiente che insieme all'associazione Pegasus hanno messo fine a una sorta di canile abusivo dove vivevano in gran parte cani da caccia, ma c'erano anche altre razze.
LE INDAGINI
Le guardie zoofile sono state affiancate legalmente e giuridicamente dagli esperti di zoo criminalità dell'associazione Stop Animal Crimes Italia e la polizia giudiziaria ha trasmesso gli atti alla Procura di Roma: alla fine per un anziano di 70 anni è scattata la denuncia.

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I reati ipotizzati sono quelli di maltrattamento di animali, esercizio abusivo di professione e violazione alle norme sugli impianti adibiti ad allevamento e inquinamento. E ora cosa succederà agli animali? Sono stati posti sotto sequestro e dopo la convalida da parte degli investigatori, si procederà con la cosiddetta istanza per l'affidamento. In pratica, ci saranno 110 migliori amici dell'uomo da adottare, alla ricerca di una casa e di migliori condizioni di vita.

 


L'ATTIVITÀ
«Ringraziamo la Polizia di Stato che era presente durante le operazioni, l'associazione Pegasus che ci ha segnalato la situazione e il movimento Stop animal crimes Italia che ci supporta dal punto di vista di giuridico» ha detto Stefano Gregori, guardia zoofila di Fare Ambiente che ha partecipato al blitz che ha portato alla liberazione di cani adulti ma anche cuccioli.

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«Gli animali erano costretti dentro gabbie piccole, non adatte insomma - aggiunge Gregori che da anni lavora per la difesa degli animali e dell'ambiente - c'erano anche dei cuccioli, alcuni cani erano malnutriti, abbiamo proceduto alla denuncia con decreto prefettizio, siamo in pratica polizia giudiziaria». La Polizia di Stato, tra l'altro, poco tempo fa aveva sequestrato le armi all'uomo, cacciatore. Il lavoro delle guardie zoofile, anche se spesso non molto conosciuto, sul territorio di Roma e provincia è fondamentale per la messa in sicurezza di tanti animali che purtroppo spesso vengono costretti a vivere in situazioni molto difficili.
Le guardie ecozoofile sono guardie giurate nominate dal Prefetto e, oppure, dalla Provincia, hanno il compito di vigilare sulla natura, ma anche sul benessere degli animali e intervenire quando si profila un reato. Ed è stato proprio quello che è stato fatto domenica nelle campagne romane. «Realtà come queste sono molto diffuse in tutta la campagna romana e in generale in tutta Italia - spiegano da Stop animal crimes Italia - dove l'assenza di idonei e approfonditi controlli da parte delle Autorità sanitarie ufficiali e spesso le connivenze locali, danno vita a sacche di territori dove la legalità è una chimera e dove milioni di animali (da compagnia o da reddito) sono quotidiane vittime della crudeltà umana, con allevamenti o canili abusivi, stalle dove pecore o vacche vengono macellate abusivamente e altri animali detenuti illegalmente».

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LE DIFFICOLTÀ
Stop animal crimes Italia è un Movimento Nazionale, un ente di denuncia per i reati a danno degli animali e dell'ambiente che da anni combatte per difendere chi non ha armi per farlo. «Auspichiamo - aggiunge l'ente - nella sensibilità della Magistratura, affinché tali soggetti vengano perseguiti pesantemente, al fine di evitare se la possano cavare col pagamento di sanzioni pecuniarie e riprendere indisturbatamente le attività illecite». Si chiede quindi un giro di vite sulla normativa in materia di tutela degli animali.
 

Ultimo aggiornamento: 07:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA