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Bochicchio, il ricordo degli amici e dei truffati: «Aveva un lato oscuro. La morte? Potrebbe essere una messinscena»

Venerdì 24 Giugno 2022 di Emiliano Bernardini
«Aveva un lato oscuro. La morte? Potrebbe essere una messinscena»

«Massimo ti conquistava con poche parole». «Massimo era un genio. Mai conosciuto uno come lui». «Massimo sapeva qualsiasi cosa e soprattutto conosceva chiunque. E non solo a Roma». Ma al tempo stesso «Era solo la punta di un grande iceberg». Chi parla sono gli amici di Bochicchio di vecchia data. Amici che gli hanno affidato anche tanti soldi. Soldi che in alcuni casi non sono mai tornati indietro. Eppure non c'è nessuno che d'impulso tratteggi negativamente Bochicchio. Una sorta di sindrome di Stoccolma verrebbe da dire. Ma sarebbe troppo facile visto che a parlare sono gli amici. Eppure lo stesso ritratto arriva anche da persone che hanno perso milioni di euro. Ora di pranzo, Roma Nord, la stessa nella quale nel 1990, Bochicchio all'epoca 24enne, si era tuffato. A parlare di Massimo sono tutti stimati professionisti romani. «Aveva delle amicizie intense con tutti ma erano solo di superficie. Poi esisteva anche un Massimo sconosciuto a chiunque. Un personaggio che nemmeno la moglie conosceva. Tu lo vedevi sorridere e scherzare ma non sapevi mai a cosa stesse pensando. Lo chiamavi e ti diceva sono a Londra poi magari lo incontravi a ponte Milvio».

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COME AGIVA


Bochicchio approda a Roma da Capua una trentina d'anni fa. «Da subito si è lanciato nello sport. L'Aniene e poi il Parioli. Giocava a pallavolo. Subito dopo sono arrivati il tennis e il basket. Ed è lì che ha costruito il suo personaggio». Nei circoli sportivi ha trovato importanti sponsor che gli hanno aperto le porte di Roma. «Per Massimo era facilissimo trovare il grimaldello per scardinarti. Aveva una memoria assurda e soprattutto si documentava su ogni cosa». Di fatto aveva una memoria con tanti piccoli cassetti che apriva al momento giusto. «E questo succedeva a Roma come a Milano e a Londra. Sapeva tutto di tutti. Una volta lesse, sempre per sua curiosità, di una barca su un giornale nautico. Casualmente un imprenditore molto importante tempo dopo comprò quella barca, Massimo lo sorprese elencando le specifiche tecniche dei motori che montava». Insomma era così che conquistava i suoi clienti. Non solo perché lui voleva essere presente ovunque. «Aveva comprato una moto, anzi a dire la verità ne aveva tre, ma solo per entrare in un gruppo di motociclisti. Lo stesso fece con una bici. Cioè a lui interessava esserci, sempre e comunque. Poi magari in gruppo con la moto ci usciva rarissimamente ma tanto gli bastava per guadagnarsi la fiducia e la stima di tutti». «A Massimo tutta Italia gli ha dato i soldi. Nella sua rete ci è cascato chiunque, anche i più insospettabili». «Ti ripeto era un uomo charmant e il suo approccio era sempre più o meno simile: ti faceva subito un complimento. Una volta ad un amico disse: Sei il miglior imprenditore di Roma. Risposta: Massimo ma sono fallito due mesi fa. Contro risposta: Appunto sei il migliore degli imprenditori falliti». Gioco, partita, incontro. «Esistono due Massimo. Il primo che arriva fino al 2005 ed è uno che i soldi li faceva fruttare per davvero. Mandava puntualmente un file Pdf con i guadagni. Per dire lui ti garantiva un 8% all'anno e dunque ogni tre mesi ti mandava il conto con il 2%. A me ha sempre ridato tutto. Poi c'è un altro Massimo, la punta dell'iceberg, appunto». Ci spieghi meglio. «Vedi quando ti ritrovi a gestire così tanti soldi e magari sbagli un investimento... poi succede che i nuovi clienti servano per mettere una toppa ai buchi che si aprono continuamente». Ed è qui che entra in scena il Massimo sconosciuto? «Quello un po' c'è sempre stato. Abbiamo sempre avuto la sensazione che Massimo facesse delle cose di cui non era dato sapere.
E nessuno gli ha mai chiesto nulla. Quando è esploso lo scandalo nemmeno la moglie sapeva i contorni esatti della storia. Tanto che quando lui era fuggito a Dubai la famiglia si è sentita completamente abbandonata. Come se avesse staccato di netto con tutto». Un altro episodio: «Una volta sparì da casa. Irrintracciabile. Nessuno sapeva dove fosse andato. È rientrato diverse ore dopo giustificandosi con la moglie preoccupatissima e in procinto di denunciarne la scomparsa: Sono svenuto, non ricordo più nulla».


PAZZA IDEA


Una morte strana... «Non ci sorprenderebbe se avesse architettato tutto. Certo è uno scenario da film... ma con lui tutto può essere». E nelle chat dei tanti conoscenti la messa in scena da Oscar è una delle teorie più accreditate. Probabilmente una reazione di rabbia per essere stati truffati ancora. Stavolta definitivamente.

 

Ultimo aggiornamento: 22:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA