Barboncino, morto il boss di Ostia fedelissimo di Diabolik

Marco Esposito era un esponente di spicco degli “emergenti”. Il cadavere trovato dal figlio in un centro di recupero a Palestrina

Sabato 26 Marzo 2022 di Mirko Polisano
Barboncino, morto il boss di Ostia fedelissimo di Diabolik

È morto Barboncino, il boss del clan degli Emergenti di Ostia. All'anagrafe Marco Esposito, Barboncino era l'uomo su cui aveva scommesso Diabolik e per il quale Piscitelli si era speso - nel famoso summit di Grottaferrata del 13 dicembre 2017 - con Salvatore Casamonica, emissario degli Spada per garantire la pax criminale di Ostia. Il cadavere di Esposito è stato trovato in una comunità di recupero di Palestrina, alle porte della Capitale, dove Barboncino era in cura. Il primo a dare l'allarme è stato il figlio arrivato nella struttura per prelevare il papà e accompagnarlo a casa: il boss rientrava solo per il fine settimana.

 

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Alla vista dell'uomo privo di vita, il giovane ha dato in escandescenze. Cause in apparenza naturali, probabilmente un infarto, ma per fugare ogni dubbio il magistrato di turno ha comunque disposto l'autopsia. L'ipotesi più accreditata è che possa trattarsi di un malore, ma il corpo del boss sarà sottoposto a tutti gli accertamenti del caso, compresi gli esami tossicologici. Marco Esposito con i suoi uomini - aveva come braccio armato un gruppo di pugili - voleva prendersi la piazza di spaccio di Ostia con la violenza. Un curriculum criminale che ha riempito numerosi fascicoli della Procura di Roma, quello di Barboncino che aveva fatto del litorale il suo feudo fino a ottenere la protezione di Diabolik, il capo ultrà della Lazio freddato nell'agosto del 2019 al parco degli Acquedotti a Roma.


IL CURRICULUM
Legato con vincoli di parentela al clan dei Sanguedolce - i cosiddetti napoletani di Acilia - stringe accordi forti e saldi con la Camorra. Prima amico e poi nemico dei boss della vecchia guardia: Fasciani e Spada. Era considerato uno dei pregiudicati più temuti di Ostia per la sua dimestichezza con le armi. Messo alla porta da don Carmine, perché troppo imprevedibile e ingovernabile, Esposito entra da giovanissimo nella batteria dei Triassi e, in seguito, in quella degli Spada con cui però va in aperto conflitto nel 2013, sparando a una gamba, in una notte di luglio, Ottavio Spada e mancando per un soffio lo zio di Romoletto, uscito indenne dal conflitto a fuoco. Ora è massima attenzione per le esequie su cui la Questura di Roma sta valutando alcune restrizioni.
 

Ultimo aggiornamento: 14:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA