Atac, arriva il maxi concorso per autisti: «La precedenza va ai romani»

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Atac, arriva il maxi concorso per autisti: «La precedenza va ai romani»

di Lorenzo De Cicco


«Prima i romani». L'Atac è pronta ad arruolare 200 nuovi autisti e darà la precedenza a chi abita nell'Urbe. Non è una svolta iper-sovravanista, attenzione. Se il colosso dei trasporti, che fa capo al Campidoglio, ha deciso così è per una ragione molto pragmatica: guardando alle griglie sulle presenze dei dipendenti attuali, nel quartier generale di via Prenestina si sono accorti che i più assenteisti spesso e volentieri vivono lontano della Capitale. Chi abita in Campania, chi in Abruzzo, chi in provincia di Rieti. E tutti i giorni, per montare sul bus, si mettono in viaggio verso la Città eterna. Con una serie di inconvenienti: riluttanza a fare i turni serali (perché poi devono tornare a casa), resistenza a lavorare nei depositi lontani dalle grandi stazioni, per esempio quello di Acilia, mal collegato, difficoltà nel cambiare i turni con un preavviso limitato. Tutto comprensibile, dal punto di vista dei dipendenti, ma sono restrizioni poco congeniali per chi deve gestire un servizio a cui si affidano centinaia di migliaia di romani ogni giorno. Ecco perché nel nuovo concorso, tra i «requisiti preferenziali», c'è quello di «essere residente nella provincia di Roma». O, in subordine, «nella regione Lazio».

IL CASELLARIO GIUDIZIALE
Per partecipare alla selezione tocca avere almeno la terza media, la patente di guida D (quella per i mezzi con più di 9 passeggeri), e il possesso della qualifica di conducente. Guadagnerà punti extra chi ha fatto la maturità, chi ha la patente E e chi abita dentro o intorno al Raccordo anulare. «A tutti i candidati sarà richiesto di autocertificare eventuali carichi pendenti e/o procedimenti penali; questo requisito sarà verificato e valutato per i candidati risultati idonei ai fini dell'assunzione in servizio», si legge nelle carte che ha spedito ieri ai sindacati Cristiano Ceresatto, direttore del Personale e membro del Cda di Atac. «Un'eventuale inidoneità alla visita medica comporterà l'esclusione dalla graduatoria», logicamente.
Gli aspiranti autisti dovranno superare anche un test «psico-attitudinale», con tanto di colloquio con lo psicologo, come avevamo già raccontato su queste colonne, per valutare le reazioni in caso di stress e pressione (del resto le aggressioni, a volte soltanto verbali, sui mezzi romani non sono poi così sporadiche, anzi...).
Dopo la storiaccia di Parentopoli - l'infornata di famigliari e amici dei politici del 2010 - stavolta l'Atac ha deciso di affidarsi a un pool esterno per il vaglio dei candidati. Solo la prova di guida sarà seguita dagli esperti della partecipata, ma tutti gli esami saranno registrati da una telecamera, per garantire la massima trasparenza e scongiurare strani maneggi sottobanco, pratiche piuttosto diffuse in passato, come ha dimostrato la magistratura. I primi 200 contratti saranno siglati nel 2019, ma da qui al 2021 saranno assunti altri 420 autisti, per spedirli su altrettanti nuovi bus in arrivo. Con la speranza che, in questo modo, possa migliorare il servizio.

 
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Sabato 23 Febbraio 2019, 08:54






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