Roma, maestre assenti negli asili. Il Comune: «Bimbi smistati nelle classi»

PER APPROFONDIRE: scuola, supplenze
Maestre assenti negli asili, il Comune: «Bimbi smistati nelle classi»

di di Camilla Mozzetti

Raffreddori, influenze di stagione, mal di schiena: l'emorragia sembra inarrestabile. E i conti su quante educatrici mancano ogni giorno dai nidi e dalle scuole d'infanzia lo dimostrano. A voler azzardare una media, per fotografare l'intera situazione nei 15 Municipi di Roma, si potrebbe contare almeno un 7% di assenze quotidiane sull'organico di ruolo per singola struttura. Il conto è al ribasso e muta a seconda delle condizioni esterne: in inverno, sotto il periodo influenzale, ad esempio, la cifra schizza più in alto. Questo indirettamente produce da tempo un sovraccarico sulle chiamate delle supplenze. La condizione è inevitabile. Se un ufficio comunale, ad esempio, può fare a meno per un giorno di uno o più impiegati per una classe di un nido o di una materna è impossibile: «I bambini nelle strutture ci vanno lo stesso spiega la presidente della commissione Scuola, Maria Teresa Zotta e la classe non può essere lasciata scoperta».


Quindi che si fa? Si ricorre ai supplenti con una frequenza che spinge Roma in cima alla classifica sulle chiamate extra rispetto a tante altre città italiane. Oppure, come ha suggerito il Campidoglio ai Municipi, si smistano i bambini nelle classi con le educatrici presenti inficiando il corretto andamento della didattica che, pure con una sua omogeneità, mantiene delle differenze da sezione a sezione.
Solo nei primi sei mesi del 2019 il Campidoglio ha speso all'incirca 30 milioni per garantire un'educatrice in ogni sezione con un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ottocento i contratti di supplenza attivati al mese. Numeri da capogiro contro cui il Comune già negli scorsi anni ha provato a porre un freno attivando ad esempio bandi per aumentare l'immissione in ruolo delle educatrici.
Al contempo poiché non si può comunque estirpare la possibilità che qualche docente si ammali sempre l'amministrazione ha rinfoltito le graduatorie per i supplenti dando quindi ai Municipi la possibilità di attingere a un bacino di professionisti nei casi di urgenza.

Ma come ha fornito lo strumento anti-implosione sempre il Comune ha redarguito per mano del dipartimento Politiche educative i singoli territori a usare con parsimonia le supplenti stesse. Il cortocircuito è servito. «A settembre spiega l'assessore alla Scuola del I Municipio, Giovanni Figà Talamanca il dipartimento ha inviato una circolare invitandosi a smistare i bambini in altre classi fino a un massimo di 25 presenze per aula prima di chiamare un supplente giornaliero». Non solo. «Pochi giorni fa conclude Talamanca abbiamo ricevuto una seconda circolare nella quale si faceva presente che, con il budget finanziario a disposizione per non sforare i tetti di spesa, dobbiamo provvedere non solo al pagamento delle supplenze giornaliere ma anche a quelle un po' più lunghe magari di tre o quattro mesi». La coperta è corta e il rischio ricade solo sui piccoli alunni che due volte su tre finiscono in altre classi con docenti diverse anche se dal Campidoglio fanno sapere che i tetti stessi di spesa possono essere rialzati in base alle singole necessità. Sempre la presidente della commissione Scuola Zotta è pronta a convocare una riunione per fare il punto sull'indice di assenteismo e sul fenomeno in preoccupante ascesa. «Senza nulla togliere al legittimo diritto di assentarsi per motivi di salute conclude la Zotta è doveroso da parte nostra mettere in campo tutte le procedure per verificare con esattezza la situazione e trovare il modo di arginare il fenomeno».
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Mercoledì 16 Ottobre 2019, 09:46






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