Shopping invece di lavorare, 30 furbetti del cartellino scoperti all'Ente regionale

.La bella vita di una trentina di dipendenti (su poco più di sessanta) dell'ente pubblico è stata spezzata dall'inchiesta della guardia di finanza, su delega della Procura di Tivoli

Mercoledì 7 Dicembre 2022 di Valentina Errante e Alessia Marani
Shopping invece di lavorare, 30 furbetti del cartellino scoperti all'Ente regionale

Timbravano il cartellino oppure se lo facevano timbrare da qualcun altro, poi lasciavano la sede di lavoro, gli uffici dell'Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili a Palombara Sabina, per tornarsene beatamente a casa oppure per andare in giro per il paese a fare shopping o recarsi dal parrucchiere. La bella vita di una trentina di dipendenti (su poco più di sessanta) dell'ente pubblico è stata spezzata dall'inchiesta della guardia di finanza, su delega della Procura di Tivoli, che ha portato all'emissione da parte del gip di nove misure cautelari del divieto di dimora nella cittadina (l'equivalente, nella pratica, alla sospensione dal lavoro) nei confronti di altrettanti operai, colletti bianchi e guardiaparco. Per gli altri sarà l'Ente stesso (e vale anche per i nove) a dovere valutare sanzioni disciplinari. Un vaso di Pandora scoperchiato dopo che una fonte confidenziale ha evidenziato l'anomalia. Palombara, del resto, è un piccolo centro a Nord Est di Roma e vedere tutti i giorni o quasi i dipendenti dell'Ente a spasso per la città e tra i banchi del mercato in orario di lavoro aveva destato sospetti e indignazione.

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I finanzieri di Tivoli hanno così avviato le indagini piazzando alcune telecamere nell'edificio di viale Petrocchi, una in corrispondenza della macchinetta marcatempo dove i dipendenti devono beggiare, le altre in prossimità degli ingressi, compreso quello secondario usato da un paio di impiegate per sgattaiolare via verso i negozi. In appena un paio di mesi di verifica delle immagini e pedinamenti, dal 26 luglio ai primi giorni di ottobre 2021, gli investigatori hanno appurato che i nove autori delle condotte più gravi, sei donne e tre uomini, avrebbero illegittimamente sottratto all'erario soldi dello stipendio relativi a oltre 450 ore di lavoro. Il record va a una 57enne di Palombara (che ora ha dovuto trasferirsi) che avrebbe collezionato «allontanamenti illeciti» per 195 ore e 15 minuti «cagionando un danno patrimoniale di 4.000 euro». Per farlo aveva goduto della complicità del coniuge e collega G.D.S.. Insomma il menage familiare filava molto più liscio con tanto tempo a disposizione. Le telecamere, in più di un'occasione, riprendono l'uomo arrivare al lavoro con degli abiti e beggiare in uscita vestito diversamente. C'è poi il caso della sessantenne di Vicovaro, operaia di categoria B con il compito di svolgere in abiti da lavoro le mansioni di addetta alle pulizie e con unica deroga a lasciare la sede due volte l'anno per acquistare detergenti. In un paio di occasioni viene pedinata fino alla gioielleria Ales, ma verrà vista anche recarsi in parafarmacia, nella boutique Miss Malù, dal tabaccaio di viale Ungheria, in norcineria e in merceria accompagnata da un'altra collega e dal negozio cinese. Il 5 ottobre, poi, avrebbe passato gran parte della mattinata dal parrucchiere di via Monte Nero.

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SFRONTATI E PERVICACI
L'assenteismo riscontrato, secondo il gip, è indice di un «fenomeno allarmante perché non solo rappresenta una frode ma incide anche e soprattutto sulla qualità e quantità dei servizi offerti». Tanto più se rapportato alla brevità delle indagini in un periodo di ferie e al contemporaneo svolgimento dello smart working per molti dipendenti. Per il gip gli indagati hanno agito con «pervicacia» nella perpetrazione dei delitti con «sfrontata reiterazione», usando per gli spostamenti mezzi dell'Ente sui quali si vedono poggiare e togliere continuamente buste della spesa. Non solo. Il quadro che emerge è di noncuranza e mancanza di controlli. Ascoltato a verbale l'allora direttore pro-tempore Paolo Napoleoni, aveva dovuto ammettere che «per carenza strutturale di organico» non gli era stato consentito di avviare ispezioni. Inoltre, non esisteva un archivio digitale delle presenze e molti moduli venivano compilati in autocertificazione. Nel distaccamento di Licenza, inoltre, il marcatempo nemmeno esisteva. Insomma se non si fosse alzata la vox populi chissà per quanti anni ancora la bella vita sarebbe continuata.

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