Santa Marinella, video hot del sindaco Tidei: nel mirino un’ex poliziotta (sorella di un consigliere comunale), pc e telefono sequestrati

Nessuno dei due è indagato, ma sono in corso accertamenti per stabilire se il filmato sia stato inviato attraverso quei dispositivi informatici

Mercoledì 4 Ottobre 2023 di Michela Allegri
Scandalo a Santa Marinella, video a luci rosse di Tidei: nel mirino un ex poliziotta, pc e telefono sequestrati

La saga a luci rosse di Santa Marinella si arricchisce di un’altra puntata. Una nuova perquisizione, questa volta nei confronti di una ex poliziotta che, però, è anche la sorella del consigliere comunale indagato per revenge porn dopo l’esposto presentato dal sindaco di Santa Marinella, Pietro Tidei, per la diffusione dei filmati hot di cui il primo cittadino era protagonista.

Nel mirino della Procura di Civitavecchia, la divulgazione di un video che immortala incontri a luci rosse avvenuti negli uffici del Comune e che hanno per protagonisti proprio il primo cittadino e due donne, con le quali Tidei si è intrattenuto in momenti diversi. Uno scandalo che nelle ultime settimane ha sconvolto la cittadina di mare alle porte di Roma. Ma c’è di più: alla ex poliziotta - che attualmente si trova in pensione - sono stati sequestrati il cellulare e anche il computer, che le era stato prestato un po’ di tempo fa da un carabiniere, che in passato è stato in servizio proprio nella stazione di Santa Marinella. Nessuno dei due è indagato, ma sono in corso accertamenti per stabilire se il filmato sia stato inviato attraverso quei dispositivi informatici.

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IL CONSIGLIERE

Per il momento, l’unico nome iscritto nel registro della Procura di Civitavecchia è quello del consigliere Roberto Angeletti, 61 anni, perito tecnico, esperto informatico, laureato in giurisprudenza, che era già sotto inchiesta per tentata corruzione in relazione a presunti favori fatti al ristoratore Fabio Quartieri, de “L’Isola del pescatore”, ristorante amato da vip, calciatori e politici, con vista sul castello di Santa Severa e dove anche Francesco Totti e Ilary Blasi erano praticamente di casa. A denunciare lui, l’imprenditore e altri due consiglieri comunali, era stato proprio Tidei, accusandoli di avere portato avanti interessi poco trasparenti e una strategia per mandarlo a casa.

LE TELECAMERE

Agli atti di quelli inchiesta c’erano anche i filmati ripresi dalle tre telecamere piazzate dagli investigatori nelle stanze del Comune e che hanno ripreso il sindaco in atteggiamenti intimi. Subito dopo la diffusione dei filmati, il sindaco ha presentato un esposto per minacce e per la divulgazione dei video. Angeletti, dal canto suo, nega di essere coinvolto e minaccia a sua volta querela, mentre il suo cellulare è stato sequestrato dai carabinieri, insieme a un portatile e ad alcuni hard disk. Il consigliere, esperto di informatica, in passato ha collaborato come perito forense presso diverse Procure, compresa quella di Civitavecchia. Ha ammesso di essere stato in possesso di quei video, che erano effettivamente agli atti dell’inchiesta a suo carico, nonostante la polizia giudiziaria li avesse bollati come “non rilevanti”. Eppure, Angeletti ha sempre negato di averli divulgati: «Non sono stato io a diffonderli - ha dichiarato nei giorni scorsi - Ho consegnato il mio cellulare agli inquirenti ora saranno loro a visionarlo».

L’INTERROGAZIONE

Intanto il “Tidei-gate” è finito anche in Parlamento: il capogruppo di Forza Italia nella commissione Giustizia del Senato, Pierantonio Zanettin, ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. «La sconcertante vicenda che ha interessato il sindaco di Santa Marinella dimostra, una volta di più, l’inadeguatezza della disciplina sulle intercettazioni, chiaramente incapace di tutelare la privacy di soggetti terzi, coinvolti loro malgrado nelle inchieste. Ho depositato un’interrogazione al Ministro affinché sia fatta piena luce sull’accaduto, valutando anche l’opportunità di inviare gli ispettori e di avviare un’azione disciplinare nei confronti dei responsabili di un’inquietante fuga di notizie». Da chiarire, infatti, come sia stato possibile che i filmati - non utili per le indagini - siano finiti tra gli atti dell’inchiesta sulla tentata corruzione.

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 08:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA