Via al Museo della scienza con il premio Nobel Parisi, presentato il bando internazionale

La sede sorgerà nelle ex caserme di via Guido Reni

Martedì 15 Novembre 2022 di Valeria Arnaldi
Via al Museo della scienza con il premio Nobel Parisi, presentato il bando internazionale

Oltre 19mila metri quadrati di superficie, tra ambienti museali - 9mila per collezione permanente e mostre, 1100 per la ricerca - spazi di servizio e aree verdi. Un investimento imponente: 75 milioni di euro complessivi. E un calendario dai ritmi serrati, con l'annuncio dei finalisti a febbraio del prossimo anno e del vincitore a maggio, puntando all'inaugurazione nel 2027. Sono numeri importanti a segnare l'avvio del concorso internazionale di progettazione del Museo della Scienza, presentato ieri in Campidoglio. Un progetto, finora, un sogno, cui la Capitale guarda da lungo tempo - concretamente da oltre trent'anni, ma ne parlava già Quintino Sella - e che, finalmente sta per diventare realtà. Il Museo avrà la sua sede negli spazi delle ex Caserme di via Guido Reni, al Flaminio. Indetto dall'assessorato capitolino all'Urbanistica, il concorso, rivolto a italiani e stranieri, si svolgerà sulla piattaforma informatica messa a disposizione dall'Ordine degli Architetti di Roma, e sarà articolato in due fasi. La prima porterà alla selezione di cinque proposte. La seconda, alla definizione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica dei lavori finalisti per scegliere quello che poi sarà realizzato. Al primo classificato spetterà un premio di 150mila euro. Agli altri quattro, un rimborso spese di circa 20mila euro.
LA GARA

«Vogliamo chiudere la fase di progettazione entro il prossimo anno, indire la gara nel 2024 e posare la prima pietra agli inizi del 2025», annuncia il sindaco Roberto Gualtieri. L'esame delle proposte sarà affidato a una giuria di cinque professionisti super partes. Le idee sono chiare. E le prospettive rilevanti. «Un Museo della Scienza è fondamentale non solo per la città, ma per il Paese - commenta il premio Nobel Giorgio Parisi, presidente del Comitato Scientifico del Museo - Roma ha una lunga tradizione scientifica e sarà dunque la sede di una struttura di livello nazionale, pensata per far avvicinare i più giovani alle discipline Stem».

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Il museo sarà in dialogo con le altre realtà scientifiche di città e Paese, andando così a farsi cuore di un museo diffuso. «La realizzazione di questa struttura contribuirà in modo sostanziale alla trasformazione in atto nel quadrante Flaminio che da Villa Glori al Ponte della Musica passando per l'Auditorium, per il Maxxi con il suo progetto di espansione fino recupero delle sponde del Tevere da parte di Poste Italiane, è uno dei più vivaci esempi di rigenerazione urbana in corso», rimarca Maurizio Veloccia, assessore capitolino all'urbanistica. Non solo museo. «Come CdP siamo parte del processo di trasformazione degli immobili di provenienza pubblica nella Capitale - spiega Giancarlo Scotti, direttore Area Immobiliare Cassa Depositi e Prestiti - L'intervento è articolato in due comparti: quello pubblico destinato al Museo della Scienza, di 19mila metri quadri, e quello privato con 45mila metri quadri a destinazione residenziale, social housing, ricettiva e commerciale e dove saranno realizzati polo civico, parcheggi e verde. Il progetto non riqualificherà solo le aree militari dismesse ma consentirà di vivere il quartiere in modo nuovo, con un attraversamento pedonale, oggi impedito dai recinti militari». La scienza si farà spunto per una rilettura della città. «La possibilità di creare a Roma un centro di dialogo e diffusione della cultura scientifica - dice l'assessore capitolino alla cultura Miguel Gotor - consentirà di recuperare e rendere visibile ai più la Roma scientifica, una grande realtà del passato e del presente che guarda al futuro».
 

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