Porchetta di Ariccia, un lotto ritirato dal mercato per batteri

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Porchetta di Ariccia, lotto ritirato dal mercato per batteri

di Chiara Rai

Porchetta dei Castelli nel mirino di controlli sanitari: è stato ritirato dal commercio un lotto di porchetta di Ariccia Igp a marchio Fa.Lu.Cioli perché una confezione è risultata positiva al batterio Listeria monocytogenes che spesso provoca una gastroenterite acuta con febbre. I consumatori di porchetta si sono allarmati a seguito dell'avviso di richiamo pubblicato martedì sul sito del ministero della Salute.

IL RICHIAMO
Il lotto interessato è il numero 021017 relativo alla confezione sottovuoto che pesa 150 grammi e scade il prossimo 31 dicembre. Il richiamo è stato anche trasmesso alle aziende per la divulgazione ai consumatori tramite affissione. Ma si tratta di una atto dovuto. La confezione appartiene alla famiglia Cioli, uno dei maggiori produttori di porchetta di Ariccia: «Siamo sempre stati conosciuti per la qualità del nostro prodotto dice Luca Cioli, uno dei proprietari di recente al festeggiamento del centenario della nostra azienda abbiamo offerto 4 mila e 800 panini e questa cattiva pubblicità ci colpisce profondamente perché si tratta di una sola campionatura su quattro effettuate dalla Asl che è risultata positiva a questo batterio. Il controllo è stato effettuato il 19 ottobre a un punto vendita. Ma è un caso assolutamente isolato perché il nostro prodotto è sicuro e controllato».
 

LE VERIFICHE ASL
Per il direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda non c'è nessun allarme: «È una normale azione di controllo prevista dai piani regionali dice Monstarda non si tratta affatto di un'azione mirata o di un controllo a seguito di segnalazione. Tra l'altro questo è un prelievo effettuato a Roma. Nel campione esaminato sono stati presi in considerazione cinque parametri di riferimento e soltanto uno di questi è risultato non conforme. In questi casi si allerta il ministero e come seconda misura, restrittiva ma tutelante, si ritira il lotto». Per il professor Agostino Messineo, docente di Medicina del lavoro all'università La Sapienza, l'ingestione di prodotti contaminati è frequente: «Il batterio Listeria monocytogenes è trasmesso per via orale e si contrae dopo aver mangiato un prodotto contaminato. Si presenta anche dopo un mese, si cura con l'antibiotico e spesso colpisce gli anziani. I veterinari adesso dovranno capire come è avvenuta la contaminazione anche perché il batterio non resiste alle alte temperature». Secondo il portale dell'epidemiologia per la Sanità pubblica gli alimenti associati all'infezione da listeriosi sono: pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini, cibi trasformati e preparati inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini, pesce affumicato. Di fatto si tratta dei prodotti dove sono concentrati maggiormente i controlli sanitari.
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Giovedì 23 Novembre 2017, 08:26






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