Legge elettorale, il testo va in aula alla Camera. Mdp chiederà voti segreti

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Verso le elezioni politiche
La legge elettorale approda in aula alla Camera. Sono scaduti i termini per presentare gli emendamenti e martedì pomeriggio si comincia. 

Il "Rosatellum 2.0" è stato approvato in commissione Affari Costituzionali con il sì dei deputati di Pd, Ap, Lega, FI, Ala, Ci e Direzione Italia. Contro si sono espressi invece Fdi, Al, M5s, Mdp e Si. 

E proprio i partiti contrari si stanno organizzando con una sfilza di emendamenti e, sì, anche con richieste di voti segreti, Mdp ha già annunciato che li chiederà. Voti al buio che saldano interessi trasversalissimi e quindi in grado di impallinare la legge (l'8 giugno scorso la legge è naufragata proprio grazie ai voti segreti).

Mdp-Articolo 1 ha presentato 28 emendamenti. Riguardano, spiega Alfredo D'Attorre i temi su cui Mdp ha condotto, «la sua battaglia in commissione», per «smascherare l'imbroglio di una legge» che introduce le coalizioni «ma che non prevede un programma comune» per queste. Non solo, Mdp insiste anche «sul voto disgiunto a tutela della libertà dell'elettore» e continua la battaglia «contro i nominati e per l'introduzione delle preferenze. L'auspicio è che - continua D'Attorre - sia una battaglia comune di tutte le forze a sinistra e anche di chi nel Pd ha manifestato perplessità». Gli emendamenti sottolinea riguardano «gli aspetti manifestamente insostenibili» della legge.

Sono una cinquantina invece gli emendamenti che intende depositare il Movimento 5 stelle, contrarissimo a questa legge elettorale definita 
«un colpo di stato istituzionale». I Cinque Stelle chiederanno che venga soppresso l'obbligo di deposito dello statuto o la dichiarazione di trasparenza in occasione del deposito di liste e candidature. E poi presenteranno richieste come l' introduzione delle preferenze e del voto disgiunto. 

Tredici gli emendamenti al Rosatellum bis di Fratelli d'Italia. Questi, come le proposte già presentate in commissione Affari costituzionali, riguardano le preferenze, il premio di maggioranza, le primarie, le pluricandidature e l'equilibrio di genere. 
 
Forza Italia ha presentato circa 7 emendamenti per l'aula alla legge elettorale. Due sono del gruppo, a prima firma del capogruppo Francesco Paolo Sisto, uno sul voto all'estero e l'altro sul criterio di parità di elezione tra più il più giovane e il più vecchio,  e i rimanenti a titolo personale. 
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Lunedì 9 Ottobre 2017, 15:29






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