Salvini-Di Maio, oggi vertice a Milano. «Convergenza sul programma. Nessuna forzatura sul deficit»

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Salvini e Di Maio
Passi avanti per la nascita del governo M5S-Lega. Dopo l'intesa sul programma, dai migranti alla flat tax alla Fornero, resta da definire il nodo premiership. Lega e M5S frenano però sull'ipotesi che il diplomatico Giampiero Massolo (ecco chi è) diventi premier. 

«Speriamo di chiudere il prima possibile, perché se non si chiude si torna al voto», ha detto il leader del M5S Luigi Di Maio al termine del vertice con Matteo Salvini. «Sono per chiudere il prima possibile», ha fatto eco il leader della Lega. In serata è arivato a Roma anche Beppe Grillo. Alla domanda dei cronisti se con il M5S al governo il suo compito nel Movimento sia terminato, il garante M5S ha risposto: «Ma state scherzando? Ditemi che state scherzando».

Nel pomeriggio di ieri Di Maio ha incontrato alla Camera anche la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. «Siccome si stava parlando di questa cosa, ingresso nel governo o no, volevo spiegarle perché è un contratto Lega-M5S e basta. Per cortesia volevo spiegarle che cosa significava questo», ha detto Di Maio. 


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«Stiamo facendo notevoli passi avanti sul programma di governo, stiamo trovando ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani», ha sottolineato il leader 5 stelle. «Sabato si farà un altro incontro sul programma a Milano, al Pirellone presso gli uffici del Movimento e lì porteremo a un altro step, un altro passo avanti, il contratto di governo che non sarà nient'altro che il programma del futuro governo del cambiamento», annuncia il capo politico del M5S.

«Ci sono ampie convergenze anche su flat tax e conflitto d'interessi», aveva detto in mattinata Di Maio aggiungendo in merito alla premiership che di nomi «ancora non si discute». Con Salvini «portiamo avanti i temi del contratto di governo. Il nostro obiettivo è portare avanti quanti più punti possibili per gli italiani, se riusciamo bene, sennò si torna al voto».

Dopo il vertice, Salvini si è limitato a dire ai giornalisti che gli chiedevano se fosse stato individuato il premier: «Quando abbiamo qualcosa da dire lo diremo». Con Di Maio, ha aggiunto, ci sarà «un nuovo incontro sul programma». A chi gli chiede se vedrà anche Silvio Berlusconi risponde solo «vediamo vediamo».


 


«Abbiamo fatto notevoli passi avanti, sabato ci vedremo di nuovo a Milano», ha confidato Di Maio. «Il fatto di chiedere ai nostri iscritti un parere sul contratto di governo significa proprio dover fare un buon contratto di governo», ha risposto a chi gli chiede se con il «no» degli iscritti al M5S nel voto online l'accordo con la Lega salterebbe. «La mia garanzia sta nel fatto che faremo un buon lavoro per soddisfare quello che gli italiani si aspettano da un governo di questa portata».
 


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C'è una «fortissima convergenza tra M5S e Lega sulla flat tax, che presenta enormi benefici sul ceto medio», spiegano fonti del M5S. La flat tax, sottolineano, è un elemento interessante che può essere concepita senza che sia né troppo penalizzante per i ceti bassi né troppo vantaggiosa per quelli alti. Domani gli esperti delle due delegazioni, riferiscono le stesse fonti, dovrebbero definire il pre-contratto che sarà posto alla base del prossimo contatto istituzionale con il capo dello Stato, Sergio Mattarella. La settimana prossima dovrebbe quindi essere quella del "contratto" definitivo, secondo le procedure e le fasi già adottate dal modello tedesco.

Tra le intese date per certe spicca la volontà di non rompere con l'Ue, di non forzare soprattutto rispetto al deficit. Come punto di partenza viene considerato l'1,5%, mentre se ci sarà necessità di sforamenti, viene spiegato, si procederà «con garbo», nei confronti dei partner europei, procedendo con i modi di un Governo razionale e ragionevole. Non ci saranno insomma forzature sul deficit. È la linea che M5S indica mentre è in corso il confronto con la Lega per la stesura del contratto di governo. Un fronte su cui ci sarebbe intesa con i leghisti. L'obiettivo iniziale, viene ribadito, è quello di rispettare i target e non superare l'1,5%. Se ci sarà necessità di sforare sarà discusso con la Ue perché non c'è nessuna volontà di forzare contro i partner europei. 


 


Frenata su Massolo. Il nome del diplomatico e presidente di Fincantieri, Giampiero Massolo, come premier terzo non è stato fatto finora nel corso degli incontri tra Di Maio e Salvini. Lo spiegano fonti del M5S sottolineando, inoltre, una certa contrarietà all'individuazione dell'ex capo dei servizi segreti come inquilino di Palazzo Chigi. E, a riguardo, un certo scetticismo filtra anche dalla Lega. 

Di Battista. Se mi fido di Salvini? «Io non mi fido neanche di me stesso. Una cosa però voglio dirla: i cittadini che hanno sostenuto, anche agli albori, la Lega sono molto più simili ai nostri. Il rapporto che la Lega, soprattutto di Salvini, ha avuto con il suo elettorato, non è del tutto dissimile del nostro. C'è un rapporto molto più diretto». Lo afferma al programma Accordi e Disaccordi, in onda su Nove lunedì 14 maggio, Alessandro Di Battista che, sulla scelta tra Lega e Pd sottolinea: «Io ero molto, molto contrario a fare una qualsiasi forma di contratto con il Pd».
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Venerdì 11 Maggio 2018, 10:56






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