Libia, Trenta: l'Italia vuole
un ruolo da protagonista

Libia, Trenta: l'Italia vuole  ​un ruolo da protagonista
«L'Italia ha e intende continuare ad avere un ruolo da protagonista in Libia». È quanto assicura il ministro della Difesa Elisabetta renta, durante l'audizione davanti alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera. 

«La stabilizzazione del Paese è infatti per noi fondamentale per il controllo dei flussi migratori, per fronteggiare il terrorismo che rischia di radicarsi in territori privi di controllo centralizzato e per la nostra stessa sicurezza energetica», spiega il ministro della Difesa.  «Lo scenario che oggi descriviamo ci vede dunque non spettatori in Libia, come lo eravamo con il precedente governo - accusa Trenta, suscitando le successive proteste e puntualizzazioni da parte dell'ex ministro dell'Interno Marco Minniti - bensì attori protagonisti come Italia».

I militari italiani hanno «ripristinato le funzionalità di 9 navi libiche, portando il livello di efficienza della flotta a circa il 90%, a beneficio delle attività di pattugliamento e di Search and Rescue, di cui si apprezza un incremento di efficienza e continuità che si riflette nella rilevata diminuzione delle partenze dalle coste libiche (-80% quest'anno)», ha annunciato ancora il ministro. Al momento, ha proseguito Trenta, operano in Libia 400 uomini della Difesa, tra Tripoli (dove ci stiamo occupando del ripristino e della messa in efficienza della flotta di 3 C130H libici e delle infrastrutture dell'aeroporto di Mitiga) e Misurata (dove, oltre al nostro ospedale da campo che continua a garantire un prezioso servizio anche per la popolazione locale, abbiamo svolto corsi per le forze di sicurezza, addestrando 50 libici).
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Giovedì 6 Settembre 2018, 15:33






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