Di Maio non segue Salvini: con Boeri lavoreremo bene su vitalizi e pensioni d'oro

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Di Maio non segue Salvini: con Boeri lavoreremo bene su vitalizi e pensioni d'oro
«Non so se andremo d'accordo su tutto ma sul tema delle pensioni d'oro e dei vitalizi lavoreremo bene». Così il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, intervenendo alla presentazione del Rapporto Inps. Mentre il vice premier Matteo Salvini attacca il presidente dell'Inps, Tito Boeri, il leader 5 stelle sembra invece intenzionato a sostenerlo, in particolare per la collaborazione nel provvedimento sul taglio dei vitalizi. «Finché - ha spiegato - il legislativo farà il legislativo, l'esecutivo farà l'esecutivo e l'Inps farà l'Inps andremo d'accordo».

Di Maio ha aggiunto che il presidente dell'INps «per ora fino al 2019 sta in carica e per quanto mi riguarda è il mio interlocutore per l'Inps. Poi non abbiamo affrontato il tema dei rinnovi», ha detto ancora Di Maio. Il mandato di Beri all'Inps scade a dicembre di quest'anno.

«Dopo la delibera sui vitalizi penseremo alle pensioni d'oro, che Boeri chiama pensioni di privilegio», ha continuato il vicepremier alla presentazione della relazione dell'Inps alla Camera. Di Maio ha aperto il suo intervento ringraziando Boeri, «per la collaborazione istituzione» fin da prima della formazione del governo.

«Nel giro di una settimana si potrà approvare il tema dei vitalizi, che sono un primo passo. Quello successivo sono le pensioni di privilegio: se si ha una pensione alta che deriva da un lavoro della vita allora è giusto», ma se «è sproporzionata rispetto ai contributi versati» deve essere commisurata a questi, ha sostenuto il ministro del Lavoro. Con questo taglio, ha spiegato, si potranno anche «sostenere i livelli minimi delle pensioni», portando «le minime a 780 euro» per pensioni «dignitose, di cittadinanza».

«Faccio mio l'auspicio di un più forte controllo sulla legge 104 (i permessi retribuiti per l'assistenza ai parenti disabili, ndr) per sanzionare gli abusi, non per colpire chi ha diritto», ha proseguito Di Maio. Si tratta di una «battaglia di civiltà» e «se serve chiederemo di fornire nuovi strumenti».

«Il Rei (Reddito di inclusione) è un palliativo, serve un serio strumento di sostegno al reddito che noi chiamiamo reddito di cittadinanza» da fare «il prima possibile», ha quindi insistito il ministro del Lavoro. «Questa settimana - ha aggiunto - incontrerò gli assessori al Lavoro delle regioni italiane per ristrutturare i centri per l'impiego».
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Mercoled├Č 4 Luglio 2018, 12:31






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