Grecia, ok alle unioni di fatto per gli omosessuali

di Ida Artiaco
Coppia omosessuale festeggia il sì del Parlamento greco alle unioni di fatto

In Grecia ieri è stata una “giornata storica”. Così il premier Alexis Tsipras ha definito la decisione del Parlamento di Atene di dare il via libera alle unioni civili per le coppie omosessuali. Nonostante l’opposizione dell’influente Chiesa ortodossa, e due anni dopo la condanna per discriminazione del Paese ellenico da parte del tribunale comunitario dei diritti umani, l’approvazione della legge è arrivata grazie ai partiti di opposizione, mentre il partner di Syriza al governo, il partito nazionalista dei Greci indipendenti, ha votato contro.

Altre disposizioni riguardanti l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso sono però state ritirate prima della riunione dell'assemblea. La nuova legge risolve tutti i problemi di natura legale, compresi eredità, assistenza medica e pensione. Amnesty International ha accolto con grande soddisfazione la decisione del Parlamento di Atene, ma ha sottolineato come nel Paese ci sia ancora un clima di ostilità nei confronti degli omosessuali e come persino le autorità non intervengano in loro difesa. In Grecia infatti la Chiesa Ortodossa è ancora molto influente e la maggior parte dei cittadini sono restii a riconoscere i diritti delle coppie dello stesso sesso. Già nel 2008 vennero celebrati due matrimoni tra gay, che vennero però immediatamente annullati da un tribunale per le numerose pressioni ecclesiastiche.

“Questo è un giorno importante per i diritti umani – ha continuato Tsipras nel suo intervento a termine del voto -. Così viene messa la parola fine a un periodo di arretratezza e vergogna per lo Stato”. L’approvazione della legge arriva infatti dopo che nel 2008 era stata riconosciuta la convivenza per le coppie di fatto, ma non tra persone dello stesso sesso. Nel 2013, poi, era intervenuta la Corte europea dei diritti dell’uomo a stabilire il carattere discriminatorio di questo provvedimento, che oggi si intende superato.

Dopo la cattolicissima Irlanda, anche la Grecia ha detto sì ai matrimoni civili tra omosessuali, adeguandosi alla maggior parte degli altri paesi europei. Resta da vedere, denunciano numerose associazioni, cosa farà l’Italia, anche lei condannata dalla Corte di Strasburgo nel 2015: è ancora all’esame delle Camere il ddl Cirinnà, l’ultimo di numerosi tentativi negli ultimi anni di legalizzare il matrimonio tra persone delle stesso sesso. Insieme a Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Ungheria fa parte del gruppo di Paesi in cui non vi è ancora una legge in materia.

Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre, 17:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA