Taranto, capitano della Marina arrestato mentre intasca tangente di 2.500 euro

Giovedì 15 Settembre 2016
È stato arrestato mentre intascava una tangente di 2500 euro il capitano di vascello Giovanni Di Guardo. Con lui è finito in carcere l'imprenditore Vincenzo Pastore, sindaco di Roccaforzata (Taranto) e presidente della società cooperativa Teoma, fermati dalla Guardia di finanza in un appartamento di proprietà di Pastore mentre avveniva il pagamento. La somma, a quanto si è appreso, sarebbe stata l'acconto di una tangente per l'aggiudicazione di un appalto da 11 milioni di euro inerente il servizio di pulizie, non ancora assegnato.

Di Guardo, direttore di Maricommi Taranto, è stato arrestato nella tarda serata di ieri nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti pagate da imprenditori per forniture e appalti, già sfociata nei mesi scorsi nell'emissione di altri provvedimenti restrittivi. Non si è appresa l'imputazione contestata all'ufficiale, inviato nella sede del Commissariato della Marina militare jonica dopo gli arresti precedenti effettuati dai carabinieri e richiesti dal sostituto procuratore della Repubblica Maurizio Carbone. 

Di Guardo è stato precauzionalmente sospeso dall'impiego. Lo rende noto la Marina militare precisando che l'ufficiale è stato posto dapprima in stato di fermo dai finanzieri tramutato successivamente in arresto dal magistrato. «La Marina militare, ribadendo - è detto in una nota - il proprio pieno sostegno all'azione della magistratura, ha incrementato al proprio interno le attività ispettive e di controllo finalizzate a prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione per garantire la massima trasparenza e a salvaguardia del personale che presta quotidianamente servizio con spirito di sacrificio e senso dello Stato, compiendo il proprio dovere anche a rischio della vita». 

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