Concordia, il marito di una delle vittime: «Schettino bugiardo, merita condanna»

Venerdì 12 Maggio 2017

«Schettino questa sentenza se l'è ampiamente meritata. Per le sue bugie e per il poco rispetto che ha avuto, anche dopo, nei confronti delle vittime di quel terribile naufragio». Così commenta il verdetto della Cassazione Elio Vincenzi, il marito di una delle vittime del naufragio. I resti di sua moglie, Maria Grazia Trecarichi, originaria di Leonforte, furono trovati dopo un anno e mezzo, nell'ottobre del 2013, e identificati grazie al Dna. Vincenzi ha patteggiato un risarcimento danni con la Costa Crociere. E motiva questa sua scelta così: «sono ultrasessantenne ed avevo allora una figlia minore. Temevo di non vedere la fine del processo».

Maria Grazia morì il giorno del suo cinquantesimo compleanno. Era partita proprio per festeggiare questa ricorrenza con la figlia Stefania - che si salvò insieme al fidanzato, proprio perché la madre le cedette il posto nella scialuppa - e con una amica di Enna, Luisa Virzì, 49 anni. Era stata Maria Grazia, che secondo il marito era un'ottima nuotatrice, a regalare il viaggio alla Virzì, morta anche lei nel naufragio. Il marito tutti i giorni pensa a quella tragedia. «Solo grazie all'amore di mia figlia sono riuscito a superare questo dramma - dice Vincenzi, che vive ad Augusta - Ma penso spesso ai tanti sopravvissuti che hanno ancora enormi problemi, sia fisici che psicologici».

Ultimo aggiornamento: 21:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA