«Rousseau? Il quesito trae in inganno». Rabbia degli eletti M5S: noi traditi

Giovedì 21 Novembre 2019
«Rousseau? Il quesito trae in inganno». Rabbia degli eletti M5S: noi traditi

Un quesito sulla piattaforma Rousseau che può trarre in inganno gli iscritti M5S, a detta del senatore pentastellato Gabriele Lanzi. E intanto monta la rabbia degli eletti M5S. «Credo sia importante fugare ogni dubbio sulla mia posizione relativa alla votazione di oggi su Rousseau. Siamo portavoce e come portavoce abbiamo rappresentato al capo politico quanto i territori hanno espresso in merito alla partecipazione alle regionali. Esserci! È l'unico messaggio che abbiamo trasmesso. La domanda stessa, il dubbio se andare o non andare non avrebbe nemmeno dovuta essere posta, questa la precisazione più diffusa nei tavoli tenuti nelle province. Tra l'altro per come è posto il quesito sulla piattaforma Rousseau può certamente trarre in inganno i votanti. Come successe inizialmente nel voto per il governo con il Pd dove si scambiò il sì con il no», dice il senatore del M5S Gabriele Lanzi parlando della votazione odierna sulla piattaforma Rousseau per decidere se presentare la lista del Movimento alle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria.

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«Nell'ultimo incontro avuto con il capo politico - prosegue - ci attendavamo un via libera immediato, anche sulla base dei report prodotti per rappresentare quanto lui stesso ci aveva precedentemente chiesto. Solo come ultima ratio chiedemmo di far decidere agli iscritti sulla nostra piattaforma Rousseau precisando però di riservare la consultazione solo gli iscritti della Regione. Perché un iscritto piemontese o uno pugliese dovrebbe negare la partecipazione al voto regionale in una regione diversa dalla sua?».

CALABRIA: LA RABBIA DEGLI ELETTI M5S
Esplode la rabbia dei parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle dopo la decisione dei vertici di indire una votazione su Rousseau per decidere se partecipare o meno alle regionali del 26 gennaio. Ieri sera lo sfogo a Montecitorio del deputato Riccardo Tucci («è una porcheria»), raccolto dall'Adnkronos, oggi sui social tutto il malcontento degli eletti grillini. Per Massimo Misiti il voto online «mortifica noi parlamentari ed il lavoro che abbiamo fatto nell'affannosa ricerca di un candidato autorevole da candidare alla presidenza».

Paolo Parentela annuncia le dimissioni da coordinatore della campagna elettorale: «Con il voto di oggi su Rousseau, i vertici del Movimento 5 Stelle», accusa Parentela, «scelgono di non scegliere, deludono le migliaia di attivisti calabresi che con sacrifici e rischi hanno sempre lavorato sul territorio, ignorano il percorso che abbiamo già avviato e scaricano su tutti gli iscritti la responsabilità di una scelta inquadrata in termini profondamente sbagliati». Sulla stessa lunghezza d'onda le parole di Francesco Forciniti, che parla di votazione «umiliante» con «un preavviso a dir poco ridicolo»: «Sarò esplicito», insiste il deputato calabrese, «se ci sarà impedito di partecipare alle prossime elezioni regionali calabresi si sarà consumato un subdolo gioco di palazzo per lasciare al Pd qualche possibilità in più di salvare le proprie poltrone emiliane, con l'illusione da parte di qualche stratega romano che questo possa rafforzare il governo giallorosso».

Il post che annuncia la votazione online, poi, rimarca Forciniti, «è di una scorrettezza allucinante, perché indirizza l'esito del voto in maniera palese. Io non sarò complice di quella che sarebbe una svendita inaccettabile della nostra Regione in nome di interessi altri che non sono certo i nostri, un tradimento che non possiamo e non dobbiamo riservare a tanta gente libera e onesta che ripone fiducia e speranze in noi, in una terra difficile come la Calabria». Francesco Sapia rincara: «Trovo questo post assurdo. Non si può far decidere sulla piattaforma Rousseau se il M5S in Calabria debba partecipare o meno alle prossime competizioni regionali. Ho sputato sangue per il Movimento adesso mi sento tradito. Non mi nascondo dietro nessuna logica di partito. Per Anna Laura Orrico »la Calabria merita di presentare una lista 5 Stelle«: »Se dicessi di essere d'accordo con la decisione presa dal capo politico - e da chi oggi ricopre ruoli nel gruppo dirigente all'interno del Movimento -, di ricorrere alla votazione su Rousseau per decidere del destino di due regioni profondamente diverse, mentirei«, sottolinea la parlamentare.

DI MAIO, 'DECISIONI IMPORTANTI VANNO PRESE CON UMILTÀ CON ISCRITTI'
«Con molta umiltà credo che le decisioni importanti vadano prese con gli iscritti. Gli errori più grandi li ho fatti quando ho preso le decisioni da solo». Lo dice a 'L'aria che tirà il leader del M5S, Luigi Di Maio, parlando del voto su Rousseau per le regionali in Emilia Romagna e Calabria.

Ultimo aggiornamento: 14:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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