Mattarella premia gli eroi Covid. Un richiamo alla collaborazione tra istituzioni senza "egoismi"

Martedì 20 Ottobre 2020 di Marco Conti

 «Ciascuna istituzione comprende e comprenderà che deve non deve assestarsi a difendere la propria competenza ma collaborare perché solo così si possono superare le difficoltà». Un nuovo appello all’unità nazionale lo lancia Sergio Mattarella nel corso della cerimonia al Quirinale per la consegna delle onorificenze a chi si è distinto nella battaglia contro il Covid. Unità e responsabilità perchè «siamo tutti chiamati a fornire il nostro contributo per superare questa condizione difficile che si sta presentando ed evitare di ricadere nelle condizioni di marzo e aprile».
Seduti, ma molto distanziati, l’anestesista di Codogno, come il tassista romano che ha percorso 2600 chilometri per portare gratuitamente una bambina ad un controllo oncologico, o la cassiera dell’Ipercoop di Pesaro che ha donato buoni spesa e ancora l’infermiera di Cremona ritratta nella foto diventata simbolo dell’emergenza coronavirus. 
A tutti e cinquantasei “eroi normali” Mattarella consegna l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferita “motu proprio” dal Presidente della Repubblica il 3 giugno scorso. «Qui rappresentate donne e uomini che in Italia hanno operato nei giorni dell’emergenza, davvero tanti, con senso di responsabilità, con senso del dovere. Queste riconoscenze - continua il presidente della Repubblica - hanno un primo significato di riconoscenza per quanto avete fatto, per il senso di responsabilità e la coscienza civica che avete manifestato». Durante la prima fase dell’emergenza Mattarella non ha fatto mancare il suo sostegno e ripetuti sono stati i suoi richiami all’esigenza di rispettare le regole e l’incoraggiamento alle famiglie che hanno perso i loro cari.
«I meriti acquisiti - sottolinea il Capo dello Stato - non si esauriscono nel ricordo di un giorno ma permangono. Vi siete impegnati per la cura di coloro che erano malati per il Covid, vi siete impegnati ad assicurare con forte sostegno ad aiutare chi era in condizioni di disagio, vi siete impegnati affinchè il nostro Paese non rimasse paralizzato assicurando trasporti e collegamento. Come voi, tanti italiani e italiane lo hanno fatto. Voi qui li rappresentate tutti gli italiani».
LA SINTONIA
Poi il ricordo e il pensiero che «in questo momento il non può che andare alle vittime del Coronavirus, ai tanti che sono morti in servizio, nel prestare cure e assistenza ai malati. E’ un ricordo che non deve abbandonarci, la riconoscenza che deve essere mantenuta nel tempo». Mattarella , ha riconosciuto come «il nostro Paese nelle difficoltà è capace di trovare risorse umane e impegno che gli consentono di superarle», esortando le istituzioni, tutte, a collaborare, soprattutto in questa nuova fase di emergenza. «Cercare collaborazione e coordinamento; soltanto il corso sintonico tra le nostre istituzioni può condurci a superare queste difficoltà». Per Mattarella è necessario che «ogni ambiente, produttivo, professionale, di ogni genere, eviti, di trincerarsi nella difesa della propria nicchia di interesse. Non vi sono interessi che possono essere tutelati se prima non prevale l’interesse generale di sconfiggere la pandemia».
Anche se manca un riferimento diretto, la faticosa elaborazione dell’ultimo dpcm del presidente del Consiglio denota ancora una volta la difficoltà a comporre gli interessi del Paese e fa emergere la mancanza di quello spirito repubblicano che dà una marcia in più a molti altri paesi europei, Francia in testa.
 

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