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Lo sciopero dei taxi divide la politica: Lega e FdI dalla parte dei conducenti, Pd e Forza Italia spaccati

Il tema è quello che da anni agita la categoria dei tassisti: la possibile liberalizzazione del settore, con l'apertura del servizio taxi anche ad agli Ncc e ad app come la contestatissima Uber

Lunedì 4 Luglio 2022 di Andrea Bulleri
Lo sciopero dei taxi divide la politica: Lega e FdI dalla parte dei conducenti, Pd e Forza Italia spaccati

Da Fratelli d'Italia alla Lega, da una parte del Pd a diversi esponenti di Leu: tutti (o quasi) a fianco dei tassisti in sciopero. I conducenti delle auto pubbliche si fermeranno il 5 e 6 luglio per protestare contro il dl Concorrenza, col rischio di paralizzare le grandi città. E in molti, nei partiti che sostengono il governo - che quel decreto lo ha scritto e approvato - si schierano dalla loro parte. Non senza distinguo e spaccature. 

Il tema è quello che da anni agita la categoria dei tassisti: la possibile liberalizzazione del settore, con l'apertura del servizio taxi anche ad agli Ncc e ad app come la contestatissima Uber. In particolare, nel mirino dei conducenti delle auto bianche è finito l'articolo 10 della legge. Quello che prevede «l’adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti». Il timore dei tassisti, spiegano i sindacati di categoria, è che il settore venga invaso da «intermediari che pensano di arricchirsi alle spalle dei lavoratori, relegando la funzione del tassista a quella di un rider della mobilità». Col rischio di perdere posti di lavoro e licenze.

Compatta dalla loro parte c'è Fratelli d'Italia: il partito di Giorgia Meloni, all'opposizione, fin da subito ha annunciato battaglia sui provvedimenti contenuti nel dl Concorrenza (che contiene tra l'altro anche lo stop al rinnovo "automatico" alle concessioni balneari). Contraria all'estensione della platea dei conducenti anche la Lega: ai tempi del governo giallo-verde insieme al Movimento 5 stelle, il Carroccio si batté per approvare una norma che "chiudeva" agli Ncc, imponendo ai minivan di rientrare in rimessa al termine di ogni corsa (legge poi cancellata dalla Consulta). 

Ma a favore delle richieste dei tassisti c'è pure una parte del Pd, nonostante il sostegno dei dem al governo e il silenzio sul tema del segretario Enrico Letta. Alcuni parlamentari, tra cui il presidente della commissione trasporti Davide Gariglio, hanno infatti firmato emendamenti al testo che prevedono la cancellazione dell'articolo contestato. Contrario anche Stefano Fassina, ex viceministro di Leu, secondo cui "la concorrenza non si fa sulla pelle dei lavoratori". 

Poche, e più isolate, le voci che invece chiedono di mantenere la legge sulla concorrenza così com'è. I più convinti sono Carlo Calenda di Azione e Benedetto Della Vedova di + Europa: «La storia si ripete - attacca Della Vedova via Facebook - ad ogni ipotesi anche moderata di apertura al mercato del settore dei Taxi, parte la protesta con annesso blocco delle città. Vediamo come finirà. Mi auguro che possa finire diversamente dal passato e che si possa evitare il blocco corporativo per scommettere su una crescente liberalizzazione del settore sostenuta dalla digitalizzazione». 

 

Sulla stessa linea, anche se con un accento più marcato sulla tutela dei tassisti, Andrea Ruggieri di Forza Italia.  «Spero che il Governo spazzi via i capricci monopolistici dei tassisti con una liberalizzazione selvaggia - dichiara - Dopo anni di pandemia in cui ai tassisti è stato impedito  di lavorare, è giusto non penalizzarli, e dunque a chi ha pagato le licenze vanno restituiti i soldi con un credito d'imposta equivalente. Ma il mercato deve essere liberato a favore degli utenti e di chi vuole lavorare». 

Più sfumata la posizione del senatore forzista Maurizio Gasparri: «Da anni e anni si attende un confronto tra le varie categorie, guidato dal governo, per riconoscere i diritti di ciascuno. Se da un lato il progresso tecnologico avanza - osserva Gasparri - non è possibile che nel campo dei taxi e degli Ncc chiunque possa svolgere questa attività. Forza Italia - prosegue - ha chiesto al governo di non aggiungere norme a norme. Ma di affrontare finalmente i nodi per scioglierli rispettando i diritti e le aspettative di ciascuno».

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